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lotus_31Per ora, c’è una sola certezza: la lista degli iscritti ufficiale (per quanto provvisoria) del campionato del mondo 2011 di Formula 1. La Federazione Internazionale dell’Automobile l’ha resa nota martedì e, in mezzo ai tanti buchi vuoti a causa dei nomi dei piloti ancora da confermare (mancava ancora Maldonado alla Williams, confermato ieri, il compagno di squadra di Kubica alla Renault ed entrambi i piloti di Force India, Toro Rosso, Hispania e Virgin), quello di una squadra salta invece all’occhio: Team Lotus. (continua...)

Tutto secondo i programmi del proprietario Tony Fernandes, dunque. E le speculazioni circolate intorno ad un presunto interesse della Lotus Cars (costruttore di auto stradali, malese anch’esso) ad una partnership con la Renault F1, che avrebbe costretto Fernandes a cambiare nome alla propria squadra (per evitare la presenza di due Lotus-Renault in griglia) subiscono invece un brutto colpo. La Renault è infatti presente nella lista con il nome ufficiale di Renault F1 team.

E un cambio di nome in un secondo tempo per permettere l’ingresso della Lotus come partner o sponsor principale potrebbe mettere a rischio il diritto a percepire il denaro dei diritti televisivi per il 2010 dalla FOM (per questo stesso motivo, la Sauber nella stagione appena conclusa preferì mantenere anche il marchio della BMW, che nel 2011 non sarà più presente). Dunque, una prima vittoria per la squadra malese, suffragata da un portavoce del team che ha sottolineato che le informazioni fornite dalla FIA sono corrette, compresa la conferma di Trulli e Kovalainen come piloti titolari.

“Ed è Team Lotus,” gongola Fernandes su Twitter. “Abbiamo preso questa decisione dopo che il pubblico ci ha dimostrato un incredibile sostegno.” Poi, però, fa capire che la questione non è ancora archiviata: “Di sicuro ci aspettano tante battaglie ma Hingam (sede del quartier generale del team, ndr) è lanciato.” Le “battaglie” a cui si riferisce il proprietario della squadra non sono quelle in pista, ma in tribunale.

La Lotus Cars, infatti, sostiene ancora di avere il diritto all’utilizzo del nome Lotus in tutte le sue forme (compresa quella di Team Lotus, che Fernandes ha invece acquisito dall’ultimo liquidatore fallimentare dell’ex squadra di F1, David Hunt) e che Fernandes non potrà più sfruttarlo nel 2011, a causa della scadenza del contratto di licenza che le due parti avevano firmato per l’annata appena conclusa.

La questione finirà di fronte all’Alta Corte di Londra all’inizio del prossimo anno. Ma, per ora, la squadra anglo-malese incassa questo primo successo regalatole dalla FIA. “E’ un segno che Fernandes ha la benedizione di Bernie Ecclestone a procedere così,” scrive il corrispondente per la F1 del “Telegraph”, Tom Cary. “Probabilmente il governo malese ha detto a Fernandes di mettere una fine pacifica alla confusione sul nome Lotus. Ma questa storia non finisce qui.”

Le preoccupazioni delle braccia operative del team, comunque, sono ben altre. Il direttore tecnico Mike Gascoyne, che ha definito la notizia di ieri “grandiosa per il team”, ha ammesso anche di non avere tuttora la certezza del nome con cui la squadra si presenterà al via del prossimo anno, ma che la situazione non gli causa più di un “leggero singhiozzo”. “Siamo qui e comunque saremo chiamati ci sarà di nuovo un team con sede a Norfolk (dove ha sede anche la Lotus Cars, ndr), che costruirà macchine da corsa.” prosegue Gascoyne. In quanto all’idea di una sponsorizzazione della Lotus Cars alla Renault, Gascoyne è categorico: “Penso che quando Colin Chapman (fondatore della Lotus, ndr) portò gli sponsor in F1, pensava che li avrebbe ricevuti, non pagati.” conclude il dt. “E’ su questo che ci stiamo concentrando.”

“Penso che sia una cosa grandiosa per Norfolk ed essendo nato qui ne sono orgoglioso. In realtà, non capisco perchè il Gruppo Lotus non voglia che il team sia chiamato Lotus,”

“Per me, lui si occupava di ingegneria, progettazione e costruzione di macchine da corsa. E’ questo che faceva il Team Lotus ed è questo che facciamo qui. Non si tratta di sponsorizzare un costruttore francese solo per metterci un adesivo, lo trovo molto difficile da comprendere. Senza entrare nelle questioni politiche, comunque, la gente che vuole solo associare il suo nome a qualcosa è un conto, ma noi stiamo cercando di costruire una squadra. E lo si può fare solo scegliendo le persone giuste,”

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