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I Bluebirds - Storia della velocità

La saga delle vetture inglesi denominate "Bluebird" e della loro continua ricerca della velocità (con la sfida al record assoluto di velocità per automobili), rappresentano una delle pietre miliari della storia dell'automobilismo.

Tutto ha inizio (relativamente ai Bluebird e ai Campbell) nel marzo del 1927 quando Malcolm Campbell riuscì a conquistare il record con 248,447 Km/h al termine di una prova pericolosissima, nella quale sembra abbia rischiato la vita, e dopo aver fallito per due volte nel gennaio precedente.


(Bluebird 1927)

Campbell in realtà era già riuscito in precedenza a segnare il suo nome nell'albo d'oro dei record di velocità, con delle vetture Sunbeam modificate. Una prima volta con 235,217 km/h e successivamente con 242,800 km/h.
Per la cronaca, la sua Sunbeam, progettata da Louis H. Coatalen era spinta da un 12 cilindri a V da 18.300 cc e della potenza di 350 cv.

Perso il record ad opera di un altro grande nome della categoria (Henry Segrave su un'altra Sunbeam di tipo diverso), Malcolm Campbell decise di tentare nuovamente la sfida con una macchina totalmente nuova; la prima della serie Bluebird: la Napier-Campbell Bluebird del 1927 appunto, citata sopra.

Quella vettura venne pensata da Campbell e realizzata da una sorta di cooperativa, dove il telaio venne progettato da Amhert Villiers e costruito dalla Vickers; l'insieme vettura progettato dall'italiano Joseph Maina, i pneumatici dalla Dunlop (scegliendo la soluzione delle gomme piene per ridurre i già notevoli rischi).

Come motore, l'elemento principale, venne adottato (grazie al permesso del Ministero dell'Aeronautica) un Napier Lion 12 cilindri -a tre file da 4 cilindri ognuna- da 22.300 cc e in grado di assicurare una potenza di circa 450 cv.
Trattandosi di una unità motrice coperta da segreto militare (veniva usato da aerei militari da competizione della Supermarine [nota *1]) fu possibile per Campbell utilizzarla solo a fronte di grandi difficoltà burocratiche, alla fine risolte anche grazie ad un esborso economico non indifferente.

Si sa, all'epoca i record di velocità assoluti si susseguivano con una rapidità (è il caso di dirlo!) piuttosto sorprendente.

Nel 1928 Campbell dovette tentare nuovamente l'attacco al record, nel frattempo passato ancora all'inglese Henry Segrave, con una versione modificata della sua vettura ottenendo alfine la velocità di 333,062 Km/h durante lo Speed Meet di Daytona.



Dopo due ulteriori ritocci al primato di velocità (l'americano Ray Keech e l'inglese Henry Segrave con la sua Golden Arrows) Campbell riuscì a conquistare nuovamente il record grazie ad una vettura completamente nuova ed ancora più potente.

Il progetto fu affidato al giovane ma talentuoso Reid R. Railton della Thompson & Taylor di Brooklands; il motore era un poderoso Napier Lion 129 sovralimentato [nota *2] e nel febbraio 1931 a Daytona venne stabilito il valore di 395,469 km/h e poi l'anno successivo a 408,621 km/h dopo qualche modifica di dettaglio.

Nel 1933 l'auto venne ancora migliorata con modifiche di carrozzeria e l'installazione di un motore Rolls Royce 12 cilindri a V sovralimentato da 36.500cc e 2300 cv di potenza (!). Questo motore era anch'esso di tipo militare e particolamente importante per essere stato anche usato dai monoplani Supermarine che proprio in quegli anni stavano disputando (aggiudicandosela definitivamente) la prestigiosissima Coppa Schneider per idrovolanti contro i Macchi italiani [nota *3].


(Bluebird 1933)

Venne fissato un nuovo record nel 1933 con ben 438,123 km/h e poi ancora ritoccato altre due volte il 7 marzo e il 3 settembre 1935 dopo aver apportato ancora ulteriori modifiche al progetto per quanto concerneva la carrozzeria, l'uso di ruote posteriori gemellate e di freni aerodinamici. Campbell fissò il nuovo record terrestre con 484,818 km/h a Bonneville.


(Bluebird 1935)

Finiva l'epopea d'anteguerra di Malcolm Campbell... ma iniziava negli anni sessanta quella del figlio Donald che già si era cimentato in ottimi risultati record su acqua.
Venne ideata una nuova auto della stirpe Bluebird che venne realizzata dalla Norris Brothers di Burgess Hill che in precedenza aveva costruito gli esemplari di imbarcazioni utilizzate da Donald.

L'unità motrice adottata fu il Bristol-Siddeley Proteus a turbina che veniva impiegato nel veivolo passeggeri inglese Bristol Britannia e in grado di garantire una potenza di 4100 cv a 11.000 giri.
L'auto aveva dua cambi senza frizione e ad unica marcia, sospensioni indipendenti con amortizzatori oleopneumatici e freni a disco, oltre a quelli aerodinamici posti sulla coda. I pneumatici erano dei Dunlop speciali in grado di resistere fino ad una velocità teorica di oltre 765 km/h.


(Bluebird 1964)

L'impresa si distinse per i grandi numeri, soprattutto per i costi che arrivarono a superare il miliardo e mezzo di lire dell'epoca, tanto più che la vettura si distrusse in un primo tentativo di record svoltosi nel lago salato di Bonneville nello Utah.
In quel'occasione il pilota venne estratto dai rottami (l'incidente avvenne ad una velocità di circa 600 km/h) vivo ma con serissimi danni (addirittura la frattura del cranio) e le sue possibilità sembrano definitivamente tramontate.


(Bluebird 1964)