A proposito della involuzione dello sport/società

Tutto quello di cui volete parlare e che non trova categoria, hardware, manifestazioni etc.

da groovestar » 05/06/2024, 10:15

Io continuo a pensare che lo sviluppo delle tecnologie dovrebbe andare di pari passo con lo sviluppo sociale dell'uomo, cosa questa che, invece tende alla regressione, con la scomparsa di importanti valori.

Alla fine il modello occidentale capitalista è riuscito ad instillare, con molta facilità, valori legati alla avidità, alla prevaricazione ed al conformismo, tutti basati sulla vendita di un bene.
Se guardiamo la formula 1 è passata da essere competizione sportiva a vetrina per brand di lusso, ove per sentirti parte di un mondo, di quel vippume da social network, devi essere disposto a venderti qualsiasi cosa, così da poterti fare una foto da fare invidia ad un povero miserabile tuo amico, così da spingerlo a comprare ed acquisire status simbol completamente privi di reale valore.
E dire che social quali Instagram erano nati per la mera condivisione del quotidiano, salvo diventare una bacheca pubblicitaria ove tutti siamo in vendita.
Questo vale per i beni, ma anche per le esperienze (tutti a dover viaggiare, nei medesimi posti per condividere le medesime foto, così da non sentirsi tagliare fuori).

Il senso di tutto questo? Il sentirsi parte di una comunità. Ergo si sfrutta fino alla fine il bisogno primordiale dell'essere umano di vivere in socialità.
E, per lo stesso motivo, per non sentirsi chiamati fuori, rinunciamo all'idea di affrancarci da questa schiavitù e povertà morale, mentre invece ci abbandoniamo al "dividi et impera" che porta ad una guerra fra poveri totalmente inutile: famiglia tradizionale vs famiglia arcobaleno, vax vs no vax, green economy vs petrolio e via discorrendo all'infinito.

A mio avviso, la sola strada è un ritorno al dialogo fra esseri umani, spinti da empatia e dalla voglia di ascoltare il prossimo, lasciandoci indietro la presunzione di essere depositari di una ragione unica ed accettando l'idea che, in un dialogo sano, spesso ciascuna posizione possa essere in grado di arricchire l'altra, senza doverla prevaricare o soverchiare.

E sulla tecnologia è lo stesso, da sempre: ora la AI dovrebbe essere un supporto alla vita dell'individuo e non una scorciatoia per raggiungere, con furbizia, un qualsiasi intento.
Dovrebbe essere un mezzo per affrancare da taluni tipi di lavoro, permettendo all'uomo di sviluppare la propria capacità intellettiva in attività ben più meritevoli, garantendo la possibilità di redistribuire benessere.
Invece verrà utilizzata per accentrare ancor di più le ricchezze...

Però sono convinto che non tutto sia perduto e che, una volta che verrà attuato un certo ricambio generazionale (ed anche di pensiero), si potranno ristabilire i valori in campi.
Del resto, proprio questa lotta fra poveri viene veicolata da settanta/ottantenni (e loro figli) nel disperato tentativo di mantenere un potere che, giocoforza, dovrà essere redistribuito, pur anche per ragioni anagrafiche.

Il mio pensiero?
Una concentrazione di finanze e di potere, per troppo tempo, nelle mani di un medesimo individuo od un medesimo gruppo di individui, non può che nuocere ad un regolare sviluppo della società.
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da 330tr » 05/06/2024, 11:38

groovestar ha scritto:...
Alla fine il modello occidentale capitalista è riuscito ad instillare, con molta facilità, valori legati alla avidità, alla prevaricazione ed al conformismo, tutti basati sulla vendita di un bene.
...


Voglio andare controcorrente.

Quali sono le alternative alla malvagità occidentale?
Riconosciuto che le porcherie perpetrate dalla potenza vincitrice la 2. guerra mondiale le abbiamo viste tutti, e il simbolo totale a mio parere è la boccetta col finto carbonchio in mano a Colin Powell.
E chiedete chi se ne ricorda.
Richiedo: quali le alternative MIGLIORI alle attuali democrazie spesso plutocratiche occidentali?
Le teocrazie monoteistiche mediorientali, (pseudo)democratiche o assolutistiche, più o meno integraliste?
Le tirannie imperialiste e veterostaliniste del fallimento post-comunista?
Le aggressive visioni neocapitaliste imperialiste del post-comunismo orientale?
Il massimalismo mascellare dell'ex socialismo distorto in dittatura de noantri?

Io propendo per la visione di Churchill, quando affermò che "la democrazia (occidentale) è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre".

E aggiungo, e credo sia opinione impopolarissima, che l'asfissiante soverchia degli Stati Uniti sull'Europa del dopoguerra sia stata un bene assoluto. Appena possiamo in Europa non vediamo l'ora di accopparci l'un con l'altro. Non penso proprio che siamo minimamente maturi per avere una minima visione unitaria del mondo.
Ecco perché l'Europa disunita conterà sempre meno, e non ha alcun potere progettuale sul divenire.
Stiamo assistendo, e sempre più lo faremo, con passività alla modellazione dell'avvenire da parte di (in)sensibilità estranee a quelle nostre, che sono teoricamente un miscuglio di partecipazione sociale di stampo greco-antico, imperialismo "pacificatore" romano e carolingio, visione illuminista e laica post-cristiana.

groovestar ha scritto:...Però sono convinto che non tutto sia perduto e che, una volta che verrà attuato un certo ricambio generazionale (ed anche di pensiero), si potranno ristabilire i valori in campi.


Vedremo, non sono ottimista.. tutto sta mutando drammaticamente, vista l'usura occidentale..vedremo quando diventeremo finalmente l'appendice ultima dell'Asia cinese disumanizzata e ipertecnologica, e verificheremo se guarderemo con orrore o infinita nostalgia a quella fragile democrazia sottomessa e litigiosa che abbiamo oggi.
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da groovestar » 05/06/2024, 17:30

Non dico che un sistema culturale sia migliore o peggiore.
Vivo nel mondo occidentale e critico ciò che conosco, ma soprattutto, non mi esprimo su modelli culturali che non mi appartengono e che non posso né elogiare, né avversare, limitandomi unicamente a dire ciò che reputo positivo e ciò che reputo negativo secondo la mia sensibilità.

Io non vedo in modo positivo la statiunizzazione dell'Europa, soprattutto negli ultimi due decenni.
Abbiamo importato dati culturali ed abbiamo aderito a dinamiche sociali e creato problematiche sociali che non ci appartengono, soprattutto a causa di spinte emulatrici veicolate dalla rivendita di prodotti mediatici.

Questa preponderanza culturale, questo importare problematiche sociali non nostre ci sta piano piano snaturando.

Non è una concezione sovranità, ma noi Europei abbiamo una storia millenaria, fatta di tante guerre, periodi di unione, prosperità ed estrema povertà.
Abbiamo una cultura importante che merita non solo di essere preservata, ma condivisa e conosciuta all'interno del nostro continente, così che si possa imparare a vivere ed apprezzare le differenze.

L'idea di un vecchio mondo decadente e diviso è un qualcosa su cui tanto da oriente, quanto da occidente, si soffia, affinché l'uno o l'altro continente possano diventare padroni occulti dei nostri destini.

Noi Europei dobbiamo ricordare il nostro passato e pensare che, nelle nostre differenze, passa la grandezza e che, forse, possiamo imparare a cooperare per essere totalmente autosufficienti, invece di vendersi al primo venuto, americano, saudita, russo o cinese che sia.

Sarebbe insomma ora di pensare che siamo cresciuti e che, come società, è l'unione che fa la nostra forza
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da 330tr » 05/06/2024, 19:26

Bellissimo concetto, l'unità d'Europa.. l'Europa, quel concetto che fino a 2 anni fa faceva persino ribrezzo, quell'entità germanocentrica basata solo sul danaro che normava la circonferenza del cetriolo, vietava i formaggi locali, aveva deciso che una sua parte era fatta da popoli latini inferiori, porci (p.i.g.s.), che doveva far prevalere l'austerità a tutti i costi, per la quale era necessario fare sacrifici in cambio della riduzione della sovranità del nostro giovane e immaturo stato...

L'Europa, quel continente ideale fatto di staterelli dentro gli stati, ove non è affatto raggiunta la concordia tra popolazioni all'interno delle stesse nazioni, dove i tedeschi continuano a far sapere di essere i padroni, i francesi detestano i tedeschi, gli italiani odiano i francesi (caldamente ricambiati), gli inglesi che tirano su il ponte levatoio eccetera eccetera.
L'Europa è la culla della civiltà nata dal medioevo e la miccia per le guerre più devastanti mai avvenute.
Se l'America tira su il ponte levatoio faremo davvero gioco comune? (a me pare che nessuno lo ipotizzi neanche, troppo bello star con chioccia America, ci pensa sempre lei). Altrimenti dopo le terrificanti spaccature che avverranno capiremo che il nostro piccolo continente altro non è che un lembo estremo dell'Asia, con buona pace della storia, che non interessa a nessuno.
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da duvel » 05/06/2024, 23:24

Purtroppo col passare del tempo e da molti anni ho abbandonato il mio filoamericanismo basato sul meno peggio, e vista la pesantezza dell'attualità la considero una questione da rimettere definitivamente sul piatto. Dove guardare? Ammetto la risposta: boh...
Ma è comunque una domanda da porsi se non altro per consapevolezza. L'America è certamente la chioccia d'Europa, nel senso che sì "ci pensa sempre lei" (a suo modo eh) ma pure che con la scusa dell'uovo ci ha messo il culo sulla testa e ce lo siamo fatti mettere. Proprio l'europa che nel bene e NEL MALE era UN centro di civiltà quando ciò era taciuto, mentre una volta sotto il simbolo UE si è autoproclamata "faro dei diritti e culla della civiltà" quando in realtà già sulla via della decadenza e dell'insignificanza, e bellamente/volontariamente ignorando le eterne concorrenze e spaccature interne. Purtroppo Bruxelles altro non è che una sede di trombati, incompetenti, corrotti tutt'altro che indipendenti a dettar pazzoidi regole, un manicomio che andrebbe assolutamente riformato perchè l'UE veramente unita sarebbe necessaria, le nazioni singole non sono in grado di affrontare le crescenti concorrenze esterne ma invece ci ritroviamo solo pagliacci incapaci buoni a far passerella sorridendo. Conniventi-ricattati da un alleato sempre più dispotico, arrogante, invasivo che si crogiola in un personalissimo concetto di democrazia mentre questa non ce l'hanno più neppure a casa loro (a forza d'esportarla...).
Belle prospettive abbiamo.
Siamo un continente litigioso per di più senza più identità propria, senza difesa dei propri interessi, senza più diplomazia, pupazzi liberal di qualcun altro. Colpa nostra? Senz'altro, anche per ragioni storiche per le quali non siamo certo innocenti. Ma non sarebbe ora di trovar la forza per emanciparci dai debiti della storia, essere noi stessi l'alternativa nostra, senza dover più scegliere il meglio o peggio delle politiche/ideologie altrui? Noi, il ...millenario "faro di civiltà", al momento temo di no. Chiedo solo il permesso di sentirmi più schifato di prima
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da groovestar » 06/06/2024, 9:08

Il punto è sempre quello a monte: sta a noi singoli fare i passi giusti per cambiare, senza aspettare che il deus ex machina arrivi e ci salvi da noi stessi.
Siamo e saremo sempre gli artefici del nostro destino.
Se, per primi, pensiamo che esista uno stato immutabile di degrado e schifo, come potremo pensare di contribuire a costruire una società migliore?
Se continuiamo a pensare ai personalismi ed a dare ascolto a chi soffia sulla impossibilità del cambiamento, chiedendo un atto di fede politico affinchè le cose cambino, come potremo davvero pensare ad un cambio di passo.
In ogni società e continente ci si dimentica spesso che siamo noi, noi i deficienti che scegliamo di rappresentarci, che siamo i "capitani del nostro destino".
Noi votiamo.
Noi scegliamo cosa comprare.
Noi scegliamo cosa vedere.
Noi scegliamo a cosa uniformarci ed a cosa non uniformarci.
Noi scegliamo chi ascoltare.

A mio avviso, un essere umano pensante, dovrebbe ascoltare, farsi un'idea sulle cose, elaborare i dati che riceve e valutare, secondo la sua sensibilità, cosa rappresenta il giusto.
Invece tendiamo ad ascoltare il politico di turno, l'attivista di turno, lo sportivo di turno, l'influencer di turno che tenderanno a venderci la loro verità, molto spesso in contrapposizione con altri dogmi di soggetti che vendono un prodotto diverso.
Ovvio tutto questo prevede uno sforzo, ma davvero pensiamo che sia più corretto che un influencer, un petroliere od un politico prezzolato decida per noi?

Quando nelle costituzioni è scritto che la sovranità appartiene al popolo, significa che è la somma dei singoli che fanno la società e, per il cambiamento, basta rompere questo meccanismo che ti dice "questa cosa è impossibile, fai come ti dico io" oppure "fai come ti dico che vivrai meglio". Il tutto, oltre ad avere il coraggio di metterci la faccia in prima persona per cambiare le cose.

La realtà vera è che tutto sta andando in direzioni molto negative perchè siamo, tendenzialmente, pigri...ed allora ascoltiamo le voci di chi, sulla nostra pigrizia, ne trae profitto.
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da 330tr » 06/06/2024, 16:09

Intanto la Cina è sul lato nascosto della Luna (dimostrazione di potenza tecnologica dello Stato), gli States, tramite il privato ultracapitalista (che lo Stato non ha più senso d'esistere, largo all'iniziativa del capitale privato) hanno appena spedito il vettore commerciale più grande dell'universo, la Starship, a girare attorno la terra..
È la nuova corsa muscolare al predominio dell'
"oltremondo"..

E noi si guarda chi è il più muscoloso sgranocchiando i pop corn. Per ora. Poi magari dovremo sgranocchiare pesce secco o pollo che van forte di là..chi lo sa?
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da leon_90 » 06/06/2024, 19:02

Il problema della democrazia è anche che il concetto di suffragio universale è fondamentalmente sbagliato. Non è opportuno far votare tutti. Come disse Osho, "la democrazia è il governo delle persone, per le persone, con le persone. Ma le persone sono ritardate."
Il voto di una persona con la testa sulle spalle non può essere equiparato a quello di un terrapiattista, per dirne una. Vedi Brexit. Un disastro, perchè gli ultra-cinquantenni razzisti e ultra-conservatori, caduti nella trappola dei populisti (vedi Johnson, e chissà comunque che non ci fosse lo zampino degli americani dietro che tutte le cercano per destabilizzare l'Europa, incluso finanziare tutti questi nascenti partiti fascisti ovunque in Europa), hanno per numero superato quello della fascia 20-40 che invece nell'Europa ci credeva, trascinandoseli nello scarico.
Il problema è che individuare un criterio uniforme col quale assicurarsi che ciò non avvenga è impossibile.

Bisogna smettere di essere nostalgici, e lo dico a me per primo, perchè è su questo che fanno leva certi individui. Vogliono venderci l'idea che possono riportare il paese (ognuno il suo) indietro agli anni '50, come ricchezza, benessere e valori. Questo non può accadere. Indietro non si torna, ma si può costruire un nuovo benessere guardando al futuro.
Ultima modifica di leon_90 il 07/06/2024, 15:35, modificato 1 volta in totale.
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da Niki » 06/06/2024, 20:34

La storia insegna ma non ha scolari, diceva Gramsci. Il problema alla base di tutto è sempre l'uomo, su quello poi si poggia il resto; pensiero, etica, educazione, civiltà, ecc.
Volendo circoscrivere il tutto, ridurlo ai minimi termini della società per come è stata creata e come funziona, si può adottare la metafora di un condominio: un insieme di individui ognuno con le proprie priorità.
Applicando questo alla scena socio-politica, si deve accettare il fatto che l'Europa sia il cancro del mondo.
Non cito l'am3rdica perchè gli americani sono quelli che tutt'oggi vivono nelle riserve.
Se si pensa all'origine dell'Europa, è vero che è stata la culla di diverse culture, ma basti pensare a quello che hanno combinato in primis inglesi, francesi, spagnoli e olandesi in giro per il mondo, nei Paesi "inferiori". I portoghesi idem ai quali poi si sono aggiunti gli italiani ed i tedeschi.
Anni fa leggevo non ricordo dove, se fosse una intervista ad uno storico, che diceva "...purtroppo l'Europa è destinata a fare guerre e a vincerle".
Sicuramente sbagliava riguardo la parte finale, non su quella iniziale. Io spero che la comunità europea, creata da pochi senza neanche interessarsi delle opinioni dei suoi cittadini e per entrare nella quale siamo stati addirittura tassati, salti in alto come una santabarbara. Anche il più stolto degli individui capirebbe che i bisogni di un norvegese sono differenti da quelli di un italiano, quelli di uno svedese da quelli di uno spagnolo. Non si possono stabilire regole, comportamenti, leggi comuni per tutti, nord, sud, est, ovest.
Tornando al condominio, facciamo l'esempio del riscaldamento centralizzato: chi è in casa la maggior parte della giornata vuole che sia acceso, chi in casa c'è solo la notte vuole che sia spento. Entrambi hanno ragione. Come metterli d'accordo? Con il riscaldamento autonomo, ognuno il proprio.
Così ha sempre funzionato, anche se spesso sulla carta, e dovrebbe funzionare un continente come l'Europa. E' impossibile cercare di imitare gli stati uniti, un continente che non ha storia, che è stato creato dal nulla e a furia di guerre.
E sto parlando di concetti. Se andiamo sul materiale, sull'odierno, c'è da mettersi le mani nei capelli. Quello che sta facendo l'Europa è come il tizio che per far dispetto alla moglie sorpresa a mettergli le corna, se lo taglia.
La democrazia, citata da Leon. Un mio zio che era in Argentina la odiava. Non perchè fosse monarchico men che meno per la dittatura, ma perchè capiva come funzionava realmente. Una specie di dittatura allargata mascherata.
Se poi guardiamo a pochissimo tempo fa vediamo come la democrazia sia stata sospesa, cosa che era già avvenuta nel 2001 in occasione del G8 di Genova. Ma stavolta è stato molto peggio perchè è stata sospesa mondialmente, più o meno, e nel peggiore dei modi.
Non mi faccio illusioni che si possa migliore. Si migliora sempre dopo una guerra, ma ci si dimentica presto di come sia stato quel periodo.
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da duvel » 06/06/2024, 20:36

Come dici tu, nel caso Brexit la colpa è di chi non è andato a votare

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L'età dei votanti è stata inversamente proporzionale all'astensionismo, hanno poi avuto voglia i più giovani a protestare in piazza perchè i vecchi "rubano" loro il futuro
Che poi almeno per me, Brexit o meno, giusto o sbagliato, sono affari loro.
Suffragio universale: impossibile e antidemocratico per me abolirlo. Su quale base? Piuttosto mi preoccupano certe proposte di estendere il voto ai sedicenni (io lo riporterei almeno ai 21...)
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da Niki » 07/06/2024, 10:40

Concordo.
E questo è di quattro anni fà, ora siamo messi peggio: https://alleyoop.ilsole24ore.com/2020/11/19/qi-medio-diminuzione-stiamo-diventando-progressivamente-meno-intelligenti/

E sono d'accordo anche sul suffraggio universale. La miglior forma "teorica" di voto è quella per alzata di mano dell'Antica Grecia tranne che per il fatto che schiavi e donne non votavano.
Per cui l'universalità del voto era già limitata e non universale.
Sono d'accordo anche con gli scritti sopra, alle votazioni votano anche gli ignoranti ed i faziosi. Questi ultimi sono i peggiori di tutti perchè mentre un ignorante può cambiare opinione una volta erudito, il fazioso rimarrà della propria per partito preso. O perchè ha da guadagnarci.
Da parte mia seguirò questo esempio dopo che ho praticamente votato per tutti:


Ma la politica è solo una componente della società, in teoria è creata per migliorare la stessa con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Molti anni fà c'era una pubblicità con Arbore che diceva "meditate gente, meditate".
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da leon_90 » 07/06/2024, 15:49

La questione dell'astensionismo giovanile è reale, ma sarebbe troppo facile liquidarla come semplice pigrizia. C'è piuttosto dietro una storia di ineducazione civica, senso di abbandono da parte delle istituzioni, non rappresentanza, etc.

Ho votato in quasi tutte le occasioni che si sono presentate, ma ricordo con piacere solo un paio. Il resto, un voto perso nel nulla se non addirittura tradito. Quanti ne conosco che pensano alle votazioni come a una perdita di tempo. "Tanto fanno come gli pare". Si può dargli torto? Quante promesse disattese, programmi rivoltati, obiettivi abbandonati.
Oppure perchè non gli è stato insegnato il valore, e perchè si vedono puntualmente non rappresentati dalla politica. D'altra parte praticamente tutti i partiti a chi si rivolgono? All'elettorato 45+. Chi sta sotto è come non esistesse, se non per generiche e vaghe promesse fatte come a una coda staccata dal resto. È fondamentalmente ignorato, non rappresentato.
L'Europa si impegna attivamente in riforme e leggi a favore delle fasce giovanili, ma almeno in Italia cosa si fa?
Lungi da me voler fare una apologia dell'astensionismo, Duvel ha presentato dei dati forti. Ma mi chiedo e invito a chiedersi: è semplice pigrizia/inerzia?

Per il suffragio universale sono d'accordo che sia la scelta più democratica possibile. Il problema è che presta il fianco a grandi ingiustizie. Purtroppo però, è il meglio che si possa fare senza cadere in pericolose tirannie.
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da groovestar » 07/06/2024, 16:01

Tante volte si dimentica che dietro l'astensionismo vi è, soprattutto nelle ultime tornate, una mancanza di rappresentanza.

La retorica del "meno peggio" è - giustamente - naufragata e, se le mie idee non sono rappresentate da nessun candidato o, peggio, il candidato che le rappresenta le ha disattese, allora preferisco non votare.

Oltre ad un dovere, è un diritto, ed io posso scegliere se avvalermene o meno.

Personalmente, nelle ultime 3/4 tornate elettorali, ho visto il mio voto tradito e vilipeso, tanto alle comunali che alle politiche, il che mi porta a dire: ma perché devo votare il meno peggio? Per fare ingrassare qualcuno che tradirà (perché già lo ha fatto) la mia fiducia?

Non bisogna frettolosamente bollare tutto come pigrizia od ignoranza, perché in tanti si sono stancati del meno peggio.
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da Niki » 07/06/2024, 18:37

Infatti.

Leon, non credere che l'europa pensi alle fasce giovanili. Quello a cui pensano sono le *****@te totali come lgbtqprstuvzxy, parità di genere, ecc.
Dei diritti reali non può fregargliene di meno. E i tanti che fanno le manifestazioni ci cascano con tutte le scarpe.
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da 330tr » 07/06/2024, 20:18

Niki ha scritto:...
Ma la politica è solo una componente della società, in teoria è creata per migliorare la stessa con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
...


Eh, cosa si intende per migliorare la società?
Migliorarla moralmente?
La politica non ha MAI migliorato la società, tutt'altro!
La politica è l'esibizione, l'espressione di una società in un determinato contesto e periodo storico.
Gli "umanoidi" che occupano le poltrone di comando non sono astrusi ed eccelsi alieni rettiliani da altri pianeti, sono l'espressione eletta per similitudine ed empatia dal popolo.
Quindi sono elevazione della media sociale ai posti che contano, al comando dell'attività progettuale ed esecutiva del paese.
I politici, in particolare il governo eletto, serve a dettare linee guida e a normare, a governare, di certo non a dare il buon esempio.. altrimenti certi figuri dalla moralità ributtante non sarebbero rimasti a galla o dominato per decenni con il plauso entusiasta del popolo.

Il buon governo, di lorenzettiana memoria, non era buono perché morale (chiedere a Savonarola), ma perché migliorava le condizioni generali, rendeva tutti più ricchi.

groovestar ha scritto:Personalmente, nelle ultime 3/4 tornate elettorali, ho visto il mio voto tradito e vilipeso, tanto alle comunali che alle politiche, il che mi porta a dire: ma perché devo votare il meno peggio? Per fare ingrassare qualcuno che tradirà (perché già lo ha fatto) la mia fiducia?

Non bisogna frettolosamente bollare tutto come pigrizia od ignoranza, perché in tanti si sono stancati del meno peggio.


Il problema principale forse è davvero nostro, non "loro".
Dovremmo forse considerare le forze politiche non più guida morale, ideale della vita pubblica (non lo sono mai stati, noi polli magari ci credavamo...), ma meri e basilari, elementari fornitori di servizi, pari pari a quelli della luce elettrica liberalizzata, per dire.
Scelgo uno sapendo che comunque m'arriveranno grosse bollette..se la bolletta esagera lo mando a quel paese e scelgo l'altro che mi fa offerte migliori, e via così.
Tanto alla fine è sempre la stessa fregatura, ma scelgo il male minore.
La politica, in fondo, è forse davvero la scelta del male minore.
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