Io continuo a pensare che lo sviluppo delle tecnologie dovrebbe andare di pari passo con lo sviluppo sociale dell'uomo, cosa questa che, invece tende alla regressione, con la scomparsa di importanti valori.
Alla fine il modello occidentale capitalista è riuscito ad instillare, con molta facilità, valori legati alla avidità, alla prevaricazione ed al conformismo, tutti basati sulla vendita di un bene.
Se guardiamo la formula 1 è passata da essere competizione sportiva a vetrina per brand di lusso, ove per sentirti parte di un mondo, di quel vippume da social network, devi essere disposto a venderti qualsiasi cosa, così da poterti fare una foto da fare invidia ad un povero miserabile tuo amico, così da spingerlo a comprare ed acquisire status simbol completamente privi di reale valore.
E dire che social quali Instagram erano nati per la mera condivisione del quotidiano, salvo diventare una bacheca pubblicitaria ove tutti siamo in vendita.
Questo vale per i beni, ma anche per le esperienze (tutti a dover viaggiare, nei medesimi posti per condividere le medesime foto, così da non sentirsi tagliare fuori).
Il senso di tutto questo? Il sentirsi parte di una comunità. Ergo si sfrutta fino alla fine il bisogno primordiale dell'essere umano di vivere in socialità.
E, per lo stesso motivo, per non sentirsi chiamati fuori, rinunciamo all'idea di affrancarci da questa schiavitù e povertà morale, mentre invece ci abbandoniamo al "dividi et impera" che porta ad una guerra fra poveri totalmente inutile: famiglia tradizionale vs famiglia arcobaleno, vax vs no vax, green economy vs petrolio e via discorrendo all'infinito.
A mio avviso, la sola strada è un ritorno al dialogo fra esseri umani, spinti da empatia e dalla voglia di ascoltare il prossimo, lasciandoci indietro la presunzione di essere depositari di una ragione unica ed accettando l'idea che, in un dialogo sano, spesso ciascuna posizione possa essere in grado di arricchire l'altra, senza doverla prevaricare o soverchiare.
E sulla tecnologia è lo stesso, da sempre: ora la AI dovrebbe essere un supporto alla vita dell'individuo e non una scorciatoia per raggiungere, con furbizia, un qualsiasi intento.
Dovrebbe essere un mezzo per affrancare da taluni tipi di lavoro, permettendo all'uomo di sviluppare la propria capacità intellettiva in attività ben più meritevoli, garantendo la possibilità di redistribuire benessere.
Invece verrà utilizzata per accentrare ancor di più le ricchezze...
Però sono convinto che non tutto sia perduto e che, una volta che verrà attuato un certo ricambio generazionale (ed anche di pensiero), si potranno ristabilire i valori in campi.
Del resto, proprio questa lotta fra poveri viene veicolata da settanta/ottantenni (e loro figli) nel disperato tentativo di mantenere un potere che, giocoforza, dovrà essere redistribuito, pur anche per ragioni anagrafiche.
Il mio pensiero?
Una concentrazione di finanze e di potere, per troppo tempo, nelle mani di un medesimo individuo od un medesimo gruppo di individui, non può che nuocere ad un regolare sviluppo della società.



