da sundance76 » 02/11/2007, 19:04
Nella sua bella autobiografia "E' questione di cuore", Clay racconta come visse la stagione '74 che lo portò a sfiorare il campionato mondiale di F1, ecco in sintesi gli episodi salienti:
- Argentina: il mossiere Fangio disse a Clay ( che partiva in prima fila) che avrebbe alzato la bandiera e immediatamente dopo l'avrebbe abbassata, ma al via vide qualche concorrente non ancora fermo sulla griglia e troncò il movimento del braccio, Clay lasciò la frizione ma dovette frenare, ma subito dopo Fangio abbassò il braccio e Clay partì ultimo: rimonta eccezionale ma solo un terzo posto.
- Brasile: verso la fine Clay sta rimontando in maniera spettacolare su Fitti idolo di casa, venne giù un pò di pioggia e la direzione di gara sospese il GP, ma la pioggia finì subito: Emerson fu chiaramente favorito. Clay comunque con altri 6 punti era in testa al mondiale.
- Sudafrica: Clay è tranquillo terzo ma a 13 giri dalla fine la pressione del'olio va a zero, ritiro.
- Belgio: Clay è saldamente in testa (era anche in pole), ma nel doppiaggio dell'esordiente Larrousse quest'ultimo non si avvede di Clay e lo manda nel prato. Di una possibile vittoria resta un quarto posto.
- Monaco: La regola stabilita da Montezemolo era che chi partiva in testa veniva protetto dall'altro. Clay, secondo in griglia, brucia Niki (in pole) e va in testa. Ma Lauda comincia a pressare Regazzoni in modo totalmente irragionevole e indice Clay al testacoda. Niki va in testa ma poi si ritira, Clay sta rimontando, ma poi il sedile si sgancia e a ogni accelerata o frenata scivolava nell'abitacolo. In tali condizioni Clay arriva eroicamente quarto. Lauda aveva totalmente disatteso la strategia di squadra, ma Montezemolo se la prese addirittura con Clay...
- Austria: Clay ha appena vinto in Germania, è sempre in testa al mondiale. In Austria è in seconda posizione, e i suoi rivali in classifica sono già out. Lauda, Scheckter e Fittipaldi sono tutti ritirati. Col secondo posto Clay sarebbe ormai imprendibile in classifica, ma a 10 giri dalla fine si sgonfia una gomma, lui fa il cenno convenuto per la sostituzione, ma al giro dopo quando entra al box il team ha equivocato e si precipitano tutti a smontare la carenatura del motore, Clay si agita (non c'è comunicazione radio) e dopo tanto tempo perso riesce a far capire che il problema sono le gomme, perde due minuti (120 secondi), arriva quinto, staccato di soli 30 secondi da chi era andato a occupare la seconda posizione. Ma è ancora in testa alla classifica.
- Monza: Lauda va in testa e non è disposto a favorire Clay che pur ha 8 punti più di lui a 3 gare dal termine. Niki poi ha un guasto al motore: a quel punto Clay, rinvenuto dalla quinta posizione, è saldamente in testa e con i 9 punti della vittoria metterebbe una potentissima ipoteca sul titolo con solo due GP da disputare, ma a 13 giri dal termine anche il suo motore va in fumo.... Caly resta ancora in testa al mondiale con 46 punti, ma Scheckter col terzo posto è a 45, Fittipaldi col secondo posto va a 43, Lauda resta a 38. Mancano Canada e Stati Uniti.
- Canada: Lauda va ancora in testa velocissimo, Clay dalla sesta posizione in griglia rimonta fino al terzo posto a 25'' da Fittipaldi che è secondo, Clay rimonta come un forsennato e arriva a ridurre il distacco a 13'' secondi, e ora spera su Lauda che è in grado di tenere dietro Fittipaldi e favorire il possibile sorpasso di Clay. Ma Lauda fa un errore ed esce di pista. Fitti vince, Clay è secondo e sono entrambi a 52 punti. Scheckter ha una remota possibilità con 45 punti.
- Stati Uniti: Di colpo le Ferrari 312 B3, competitive su ogni circuito, non riescono a fare prestazioni decenti sul circuito del Glen. In più, il muletto viene riservato a Lauda ormai fuori dai giochi, e a Clay, che nelle prove private una settimana prima sullo stesso circuito ha sbattuto, viene riservato un vecchio telaio che è lo stesso che corse a fine '73, cioè una macchina ancora peggiore. E' incredibile il trattamento che la direzione sportiva riserva a Clay. In prova Clay parte nono, Fittipaldi (anche lui con problemi) parte ottavo. Al via Clay scatta davanti al rivale, ma bastano poche curve e Clay si accorge che la macchina non sta in strada, continua eroicamente, Lauda con gli stessi problemi preferisce abbandonare. Clay è costretto a vari cambi gomme che non risolvono nulla e lo relegano alla undicesima posizione. Fittipaldi con un traquillo quarto posto vince il titolo mondiale '74.
Ed ecco alcuni brani tratti dalla sua viva voce:
Monaco, lascio la parola a Clay: "Non sospettavo il gioco che si architettava alle mie spalle. Montezemolo, d.s. Ferrari, sempre corretto nei miei confronti, non poteva tuttavia nascondere la sua simpatia verso l'austriaco Lauda. Con 35 anni sulle spalle e alla mia quinta stagione, ero già vecchio rispetto ai 25 di Niki e alla sua terza stagione completa in F1. E l'istinto, in genere, porta a tenere per chi sta emergendo. Erano i giorni in cui Montezemolo mi diceva: "Stai tranquillo. Fai la tua gara, pensa al campionato. se Niki va, lascialo andare. Tu pensa ad arrivare in fondo". Mi frenava invece di incitarmi.
Era sabato sera 25 maggio 1974. L'indomani, due Ferrari sarebbero scattate in prima fila al GP di Monaco. Lauda era stato più veloce di me di tre decimi, e avrebbe avuto un vantaggio in griglia di sei metri, visto che gli organizzatori ora avevano adottato uno schieramento con le auto non più sulla stessa linea, ma l'una davanti e l'altra più indietro. "Siamo in prima fila", disse Montezemolo, "cerchiamo di non ostacolarci. Chi parte davanti continui e l'altro cerchi di coprirgli le spalle." Chi parte davanti... Dunque sarei dovuto scattare in testa. In cento metri avrei dovuto recuperarne almeno dieci, dodici perchè era come se partissi in seconda fila. [.....] Alla prima curva ero già in testa. Avevo sorpassato Lauda sullo scatto come l'anno prima, quando entrambi eravamo alla BRM. Al secondo giro, alla curva del Casino, i commissari sventolavano le bandiere gialle e io passavo su una grande macchia bianca. Era gesso buttato sull'olio, segno di un incidente. Sbandavo, perdendo qualche frazione di secondo, ma mi riprendevo. Ogni volta che, in testa alla corsa, arrivavo in quel punto, trovavo sempre della polvere fresca, gettata nel frattempo. Toccava a me darle la prima spazzata. Dovevo stare attento e alleggerire il ritmo, mentre Lauda, con Jarier alle spalle, si faceva sempre più sotto. Nel retrovisore vedevo il muso rosso col 12 dipinto. Niki stava facendo esattamente il contrario di quanto stabilito. Invece si seguirmi a un centinai odi metri e controllare il velocissimo Jarier, mi respirava sul collo. Questo mi teneva maggiormente concentrato. Non potevo guidare con tranquillità, sapevo che se avessi commesso anche un piccolo errore, lui sarebbe passato. Con la vettura che stava diventanto sempre più sovrasterzante e con la pressione di Lauda, all'uscita delle curve dovevo anticipare senpre di più le accelerate. Anticipa, anticipa e alla piscina mi girai. Via libera a Lauda. Errore mio. Amareggiato, avevo ripreso. Più avanti, frenando nel tratto in discesa, mi ero sentito spostare verso il volante. Il sedile non era più ancorato e ogni volta che frenavo o acceleravo scivolava. Credevo si fosse rotto il supporto che lo fissava alla monoscocca. Il capomeccanico Borsari, onestissimo, ammise che l'inconveniente era stato causato da una dimenticanza dei meccanici e quindi sua, che ne era il responsabile. Avevo terminato al quarto posto. La sera, in albergo, ci fu una discussione non proprio tranquilla.
"Niki era più veloce di te e dovevi farlo passare", Montezemolo era concitato.
"Ma c'era dell'olio in pista. Dovevo rallentare per forza."
"Se tu fossi rimasto in seconda posizione, avresti vinto perchè poi Niki si sarebbe ritirato", Luca parlava col senno di poi.
"Niki sarebbe dovuto rimanere a cento metri da me.."
"Ero pressato alle spalle", cercava di giustificarsi Lauda, ma era in corner.
"Come erano gli accordi?" avevo domandato al'uno e all'altro. Non mi avevano risposto. Saltò fuori che la Ferrari aveva perso per colpa mia. Ero inviperito. Un anno dopo mi fecero una confidenza e tutto fu chiaro. Seppi che a un suo amico giornalista Lauda aveva detto che quel giorno a Monaco gli era stata data carta bianca. Come dire che lui, Lauda, era libero di fare la corsa che voleva, di premere su di me, di attaccarmi, di infastidirmi qualora fossi andato in testa. Ma era una eventualità abbastanza remota. E come avrei potuto fare se, ancora a macchine ferme, avevo tutti quei metri di svantaggio? No, no, era più logico pensare che sarebbe stato lui, Lauda a prendere subito il comando. Ecco perchè Montezemolo aveva fatto quel discorso.
I piani erano stati scombinati da quella mia partenza fulmine, non prevista".
- Dopo la vittoria al Ring, Clay stava concludendo in seconda posizione il GP d'Austria. Ecco la sua versione: "Tutti i miei diretti avversari (Lauda, Fittipaldi, Scheckter) erano fuori causa. Mi sarebbe bastato continuare così, avrei guadagnato sei punti, sarei andato a quota 50 e avrei messo una grossa ipoteca sul titolo. A dieci giri dalla fine avevo sentito la macchina ondeggiare e perdere aderenza. Credevo di aver forato una gomma posteriore. Invece il cerchio difettato non consentiva un'aderenza perfetta e l'aria usciva. Era una perdita minima, ma così non potevo continuare. Passando davanti ai box, avevo fatto il segno che indicava "gomme": il braccio destro alzato, a pugno chiuso e con l'indice disteso, avevo segnalato le ruote posteriori. Forghieri interpretò male la segnalazione.
"Borsari, attenzione, Clay ha problemi di motore", urlò.
Appena fermo, Borsari si precipitò a togliere la carenatura posteriore.
"Ma cosa fanno?"
Parlavo ma il rumore del motore copriva la mia voce. Gesticolavo, ma nessuno mi capiva, i secondi passavano, ero lì bloccato nell'abitacolo dalle cinture di sicurezza. Li avrei ammazzati tutti. Finalmente Cuoghi, il capomeccanico di Lauda, aveva dato un pugno a una gomma posteriore e l'aveva sentita un pò sgonfia..
"Meno male".
Intanto avevo gettato l'occhio sulla ruota anteriore sinistra e mi era sembrato che mancasse un pezzo di gomma. A due passi c'era Caliri. Era lui che doveva farci partire dai box a operazioni ultimate. Gli avevo fatto un segno. Lui aveva esaminato la gomma che mi preoccupava. Si trattava solo di una scagliatura senza importanza. Erano i momenti degli equivoci. Caliri mi fece un OK. Credetti che tutto fosse a posto, ingranai la marcia e iniziai a muovermi. Ma dietro non avevano finito. La ruota non era stata ancora fissata e dopo pochi metri avevo dovuto arrestarmi. Due minuti gettati via, quando per cambiare una gomma si impiegano meno di venti secondi! Ne avevo persi cento in più! Ho tagliato il traguardo al quinto posto, distanziato di soli trenta secondi da chi aveva potuto occupare la piazza s'onore lasciata libera da me. Era mio anche il giro più veloce, ma ai fini del punteggio questo non contava."
Dopo il doppio ritiro di Monza per rottura dei cuscinetti dell'albero motore (guasto senza precedenti) quando Lauda e Regazzoni erano in testa alla corsa, venne il Canada; ecco cosa pensa Clay: "Anche a Mosport, Niki era andato via a razzo, seguito da Fittipaldi. Ero partito un pò indietro, ma stavo riguadagnando. Dei venticinque secondi di svantaggio, ne avevo eliminati quindici. Bastava che Lauda frenasse Fittipaldi e io avrei guadagnato il secondo posto.
Lauda uscì di strada.
Allora quelli della McLaren diedero l'esempio di come si fa gioco di squadra. Ordini precisi al compagno di Fittipaldi, Jochen Mass, il quale mi face da tampone quel tanto da non permettermi il recupero totale sul brasiliano.
La beffa di Watkins Glen era stata preceduta da tutti questi avvenimenti."
"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.
https://www.youtube.com/watch?v=ygd67cDAmDI