Le memorie di Powerslide 5

Alla guida dell'Alfa Romeo di Cheever

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Da ferrarista ho sempre guardato con simpatia l'Alfa: tutti conoscevamo i limiti economici e le imposizioni politiche che legavano le mani all'AltraRossa ed avevamo grande rispetto per chi si prodigava tanto con tanto poco. Personalmente, conoscendo anche i limiti logistici e strumentali di cui disponevano, ancora mi chiedo come facessero a schierare una F1. Insomma, tanto di cappello!
Ricordo le urla del Grande Capo quando, nelle qualifiche di Monza '84, ci furono davanti. Meno male che la domenica Michele ci mise una pezza  001_rolleyes

La tua disamina tecnica ci sta tutta e non fa una grinza. Non fu comunque il frazionamento 8 cilindri a tarpare le ali: con più soldi e potendo utilizzare turbine esterne al Gruppo, potevano essere veramente competitivi.

Nel '90 (o era il '91 ?) ho avuto occasione di percorrere tre giri a Balocco su una, non ricordo bene) 184 o 185T.
Era ex-Cheever (pilota notevolmente  .. nano) e quando mi calai nell'abitacolo, io che ero una buona spanna più basso, mi ritrovai con le gambe rannicchiate ed il volante a uno sputo dal petto. Nonostante le ruote posteriori fossero molto distanti, visto l'estremo avanzamento del posto di guida, quando guardavo i retrovisori sembravano sfiorarmi le orecchie.
Per farla breve, come breve e lentissima fu quell'esperienza, mi incuteva un timore reverenziale e cominciai a chiedermi se era corretto far gareggiare i piloti con quel tipo di vetture.
La mia stima per loro (qualunque di loro), salì in modo esponenziale  thumbup