Le memorie di Powerslide 1


CHI SONO

Corso è una parola grossa.

Ho partecipato solo a due gare club, ambedue in Inghilterra.
Prima avevo corricchiato in Italia con una 595 in salita e tre volte in pista e l'anno dopo con una F.Ford.

La mia esperienza in Inghilterra era dovuta ad uno stage presso la ..... per preparare la tesi.
Affittai una Tecno (molto rabberciata) e debuttai a Silverstone: un incubo. Tutto a chiodo o quasi, con un sovrasterzo allucinante: proprio quello che ci vuole nei curvoni in pieno :? Mi classificai in terzultima fila e conclusi dodicesimo (o tredicesimo?), più per i ritiri di quelli che mi precedevano che per i miei sorpassi, tre in tutto: due in rettilineo sfruttando la scia, ma uno molto bello (concedetemelo), all'ingresso della Stowe. Il proprietario mi fece i complimenti (probabilmente sperava gli affittassi ancora l'auto) e così fu un paio di settimane dopo.

A Brands Hatch eravamo in tanti e fecero le prove in due turni: numeri pari e dispari. Io avevo un pari e quando cominciammo le qualifiche, si scatenò un mezzo diluvio: terzo del mio gruppo e partenza in terza fila (ci si schierava 3-2-3).
Corremmo sotto la pioggia (per mia fortuna) e, a quattro giri dalla fine, eravamo rimasti in tre davanti. Memore che a Monza in Parabolica col bagnato la traiettoria migliore è quella tutta all'esterno, decido di usarla anche lì e funziona :!: Cheesy Attacco il secondo alla Hawthorn e quello pensa bene di andare in testacoda metre gli sono affiancato. Il bello è che mentre lo vedo girarsi, godo come un grillo (che bastar.. :twisted: ) pensando già se riuscirò a fare lo stesso col primo. Non faccio in tempo a completare il pensiero, quando sento un colpo alla posteriore destra. Sinceramente non pensavo di non riuscire a riprenderla con un bel controsterzo e addirittura mi stupisco quando sento il botto contro le barriere. Una brutta impressione. Me la cavo bene: il perone e il tendine d'Achille, però la mia carriera (per volere della famiglia) si conclude lì.

Non ne patii poi troppo: volevo soprattutto progettare motori e, con molta fortuna, mi riuscì (anche se non come avevo sognato).

Due cose ho imparato in questi ultimi anni, due cose che allora non avevo capito.

La prima è che da ragazzo non mi divertivo, non godevo a correre. Lo facevo solo per darmi importanza e farmi notare dalle ragazze, ma ero felice solo a gara conclusa. Quindi, mi costa ammetterlo, avevo paura, anche se in gara non mollavo mai neppure un centimetro all'avversario. Il bello è che oggi sono un sessantenne che gode come un matto a correre (anche dove non si potrebbe Cool ) e, un paio di volte all'anno sfido in kart figli e nipoti degli amici. Mai meno di terzo, mai meno di tre giorni di sofferenza per far riassorbile i lividi e far scomparire i dolori :oops:

La seconda l'ho scoperta leggendo un libro di Delli Carri in cui un pilota (credo Ghinzani o Colombo, ma non ne sono affatto sicuro) dice: "Ho scoperto di essere forte quando, girando la prima volta con un F.Ford sulla Junior ho fatto 1 e 5."
Giuro, io la prima volta ho fatto 1 e 3 :!:

Chissà, forse ero veramente bravo :?:

Dimenticavo: l'anno.
Lascio alla vostra bravura scoprirlo: era quello in cui cambiò il regolamento della F3.

Non vi racconterò più altro:
1) perchè finirei per lodarmi ed annoiarvi;
2) perchè quello Sherlock Holmes di sundance_76 è sulle mie traccie........ Cheesy

Ciao a tutti e grazie.

Nonno Power