Le memorie di Powerslide 2


GRAN PREMIO D'ITALIA 1988

Citazione di: "Paddock_75"
Se parliamo di superiorità in pista è difficile battere la Mclaren Honda MP4/4 del 1988. 15 Vittorie e 15 Pole su 16 gare. 10 doppiette...difficile fare di meglio. Certo il team di Dennis aveva anche i due migliori piloti in circolazione e questo ha valorizzato ulteriormente l'eccellenza della monoposto.

E le vittorie sarebbero potute essere tranquillamente 16, solo Monza sfuggì alle biancorosse vetture inglesi.
A Monza le McLaren erano in prima fila, come da copione.
Prost scattò meglio di Senna, ma già prima di inserire la 3° marcia il suo motore iniziò a perdere colpi (problema già palesato nelle prove) e Senna lo risuperò senza difficoltà in accelerazione pura.
Prost dichiarò di aver capito fin dal via che il motore non gli avrebbe permesso di finire la gara. Decise quindi di spingere mettendo il boost ben al di sopra del valore "consigliato" per sopperire alla tosse del suo motore. Con il boost settato così alto difficilmente avrebbe finito la gara (la benzina per i turbo era limitata a 150 litri per ogni gara), ma, come detto, lui sapeva già di non finire.

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Senna invece non aveva problemi di motore, ma non voleva cedere il passo a Prost. Per restargli davanti cadde in un certo senso nella trappola del francese e alzò a sua volta il boost, viaggiando per tutta la prima parte di gara fuori tabella di marcia dei consumi.
A metà gara Prost, come da copione, rientrò ai box con il motore KO. Senna rimase in pista in testa, con il problema di dover rientrare con i consumi. Per questo motivo le Ferrari si riavvicinarono drammaticamente nella seconda parte del G.P. e la fretta disperata di Senna nel doppiare Schlesser alla variante Good Year bastò da sola a testimoniare la situazione difficile in cui si trovava il brasiliano, che non poteva perdere nemmeno un attimo di troppo dietro ai doppiati, perché se fosse stato raggiunto non avrebbe potuto difendersi.

Peter Warr (che aveva lavorato per 3 anni con Senna in Lotus) commentò così "Se lui stava usando troppa benzina e Prost lo stava comunque avvicinando significava che anche Alain stava usando troppa benzina. Se Ayrton ci avesse pensato avrebbe realizzato che Prost non fa cose del genere"...tradotto: se ci avesse pensato non ci sarebbe cascato.

Ecco come sfumò l'en plein McLaren Honda nel 1988.

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Prost si era molto lamentato dopo le qualifiche ed aveva chiesto gli venisse cambiata la centralina. Nel warmup il problema si ripresentò o almeno così ci sembrò visto l'atteggiamento del francese. I meccanici lavorarono a lungo controllando i cablaggi. Quando lo facevano girare da fermo tutto sembrava andare bene.

Durante il GP Senna e Prost tennero un ritmo insostenibile per noi fino a che il brasiliano non rimase da solo al comando, a quel punto alzò il ritmo di più di un secondo. Che stesse amministrando poteva essere la cosa più probabile, ma il dubbio che potesse avere problemi di consumo non era da scartare. Anche noi eravamo più o meno al limite, ma avevamo (speravamo 001_rolleyes ) di avere ancora un po' di margine, demmo quindi l'ok a Gerard e Michele di aumentare il ritmo per vedere se Senna rispondeva.
Fu Alboreto il primo a farlo (Berger accelerò il proprio più per difendere la sua seconda posizione che non per altro), ma Senna continuò col suo passo.
Un barlume di speranza ci attraversò la mente, ma quando mancavano 5 giri alla fine capimmo che il sogno era destinato a restare tale.
Poi ...........