I racconti di Pedro - 4° parte

LA CORSA DEL CUORE

Torniamo a parlare di Mille Miglia "vere", o di "vere Mille Miglia".
Quella del '48, inconsapevolmente cantata da Lucio Dalla (e raccontata da Littlewomen nel suo libro "Il rombo del cigno"), ma prima ancora quella del '47: la prima "Mille Miglia" del dopoguerra.

La corsa del cuore

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Nel '47 la Mille Miglia viene organizzata nuovamente.
Le fa bene, e anche su questo giocano gli organizzatori, l'opposizione del regime che l'aveva messa la bando nel '39 e trasformata in una gara in circuito nel '40, quando aveva vinto la BMW 328 "aerodinamica" con al volante Huschke Von Hanstein.
Le strade sono devastate dalla guerra, mancano i ponti, ma soprattutto mancano pneumatici e benzina.
E auto da corsa.
Solo la Cisitalia, di fatto, ne ha prodotte di nuove.
Macchine innovative, spinte da motori piccoli 1100 cc, ma leggere e agili e una di loro ha Nuvolari al volante.
Il tracciato della Mille Miglia del '47 è completamente diverso da tutti gli altri: si passa da Torino, in omaggio alla rinascita della Fiat.
Si iscrivono in molti, moltissimi anche perché agli iscritti vengono consegnati quattro pneumatici nuovi il cui prezzo sul mercato (nero) è molto superiore a quello d'iscrizione.
Siamo in Italia e ci arrangiamo: di 254 iscritti se ne presentano al via solo 155, gli altri, prese le gomme, non si fanno più vivi.
Da Firenze, dove dopo l'8 settembre con i suoi camion ha  trasportato il pane  per i fiorentini ed aiutato come poteva chiunque ne avesse bisogno a rischio spesso della pelle Clemente Biondetti, vincitore dell'ultima edizione stradale è partito per Brescia, con mezzi propri.
Nella città lombrada sperava di trovare un'auto per correre. E'già considerato anziano, e non è Nuvolari che è già leggenda.
Rischia seriamente di restare a piedi,  poi un intraprendente concessionario dell'Alfa Romeo, Emilio Romano, gli offre il posto di co-pilota sulla sua monumentale Alfa 2900 cui, per regolamento, ha tolto il compressore.
E' un'auto gigantesca, assomiglia più ad una limousine che ad un'auto da corsa.
Biondetti accetta, ma dopo un po' si fa cedere il volante e ingaggia una lotta esaltante con Nuvolari, un duello che si decide solo nel finale quando, sotto un nubifragio Biondetti, con l'Alfa coperta riesce a prevalere su Nuvolari, fradicio ed infreddolito, con la barchetta Cisitalia.
Fu uno scontro di titani, due piloti della vecchia generazione che vollero mostrare a tutti che loro c'erano ancora, più forti di tutto, capaci di lasciarsi alle spalle anche la tragedia della guerra.
Nuvolari e Biondetti guidarono col cuore e col cuore vinsero entrambi.
Anzi, quell'anno alla Mille Miglia vinsero tutti.

(continua)