I racconti di Pedro - 1° parte

 

12 ORE DI SEBRING 1965

Alcuni di voi (segnatamente Gillesthegreat e nessuno può capire quanto mi sia caro questo nickname...) hanno chiesto aneddoti su quegli anni di grandi corse.
Aneddoti vissuti in prima persona non ne ho, ovviamente, ma vi posso anticipare qualche brano del libro sulla sfida Ford-Ferrari che penso vi possa interessare.
Quello che pubblico sotto riguarda la 12 ore di Sebring '65, forse una delle gare corse nelle condizioni meteo più estreme della storia del Mondiale Sport e non solo di quello.
Buona lettura e se gradite ...continuo

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A Sebring, un mese dopo, Ferrari e Ford si presentano come a Daytona: stessa partecipazione non ufficiale per la Ferrari, stesse GT40 modificate per la Ford.
La scena viene rubata da una nuova vettura americana, costruita da un giovane petroliere texano laureatosi in ingegneria aeronautica: Jim Hall.
Si chiama Chaparral ed è un prototipo con motore Chevrolet, un V8 da 5,4 litri dotato di un avveniristica trasmissione automatica a due marce.
Sembra uno dei tanti “racers”, le auto costruite da appassionati assemblando motori e telaio con un pizzico di genialità e molto coraggio, ma non sono in pochi a sostenere che nel caso della Chaparral ci siano dietro i soldi e la tecnologia della General Motors che guarda con preoccupazione ad una Ford vincente.
Proprio la Chaparral vince la 12 Ore che verrà ricordata soprattutto per il maltempo che ne flagella la seconda parte.
Un autentico nubifragio si abbatte sul circuito proprio dopo che il caldo eccezionale ha caratterizzato la gara fino a quel momento.
La pista in pochi minuti si allaga, in alcuni tratti la visibilità diventa quasi nulla per le nubi d’acqua sollevate dalle auto e la media scende a valori da traffico urbano.
Anche i box si allagano ed i meccanici si trovano a lavorare in condizioni disagiate ed anche molto pericolose; un meccanico della Shelby, infatti, viene folgorato da un cavo elettrico che ha perso l’isolamento, ma per fortuna se la cava con qualche ustione e molto spavento.
Più che una corsa è un affannoso pellegrinaggio, con automobili trasformate in fuoribordo che avanzano sciabolando la quasi totale oscurità con i fari che a malapena riescono a penetrare la pioggia e l’acqua sollevata dagli pneumatici delle auto che le precedono in una sorta di lenta processione.
La gara prosegue con la Chaparral in vantaggio sulla Ferrari P2 di Pedro Rodriguez e Graham Hill e sulla GT40 di McLaren/Miles.
L’ultimo sussulto alla classifica lo dà il cedimento della frizione sulla “P2” della NART, pochi giri dopo che Graham Hill ha dato il cambio a Rodriguez.
Al traguardo, quindi, dopo la Chaparral arriva la Ford GT40 di McLaren/Miles seguita dalla Ferrari 250 LM di Piper/Maggs che precede a sua volta la Cobra di Schlesser/Bondurant che vince la classe GT.
Oltretutto il regolamento, piuttosto complesso, regala anche una sorpresa: la Chaparral è inserita nella classe Sport , quindi di fatto non prende punti per il Mondiale Marche riservato in questa stagione ai Prototipi e la Ford, così, si ritrova a punteggio pieno dopo due gare conducendo sia nel Challenge Prototipi, sia nel Mondiale GT.

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