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GP del Brasile: La Mercedes si aggiudica anche il Titolo Mondiale Costruttori, dopo aver conquistato, in Messico, quello Piloti con Hamilton.

Questa è la fredda, asettica, gelida sentenza di questa stagione di Formula 1. Sentenza che non si discosta di una virgola da quanto abbiamo visto in questi anni di motorizzazione ibrida.

E a vincere il Gran Premio è, ancora una volta Lewis Hamilton, che ritocca ancora i numeri delle sue già ottime statistiche, facendoci pensare a chissà quali traguardi potrà raggiungere un giorno.

Si è scomodato Fangio, si sta scomodando Schumacher, nell'errore che epoche diverse possano essere in qualche modo comparate. In ogni caso, sono numeri che non possono lasciarci indifferenti. Nel bene e nel male che questa Formula 1 moderna, modernissima (anche troppo) può suggerirci; nel creare e disfare miti e personaggi che forse miti e personaggi magari non sono del tutto. O possono non piacere.

O forse siamo noi stessi che non accettiamo certe "stravaganze" caratteriali od extra F1 ma nel contempo rifiutiamo (e giustamente) certi protagonisti incravattati, regimentati, aziendalisti... monotonamente incolori. Per poi rimembrare, come pensionati davanti ad un cantiere, e rimpiangere certi "tombeur de femmes" o certe scazzottate del passato.

In realtà lo stesso Gran Premio del Brasile non dovrà essere ricordato esclusivamente per il successo Mercedes e la vittoria del suo pilota inglese, che peraltro la vittoria l'ha ereditata. Quanto piuttosto per il contatto che ha privato della vittoria colui che la vittoria, al 99%, se la meritava: Max Verstappen. Il "Pierino la peste", autore di una corsa maiuscola ma vittima di una sorta di "contrappasso" con Ocon.

Di certo l'olandese ha fondamentale ragione, ma non ha avuto quella accortezza ed attenzione che sarebbe servita in quel frangente, come noi possiamo scrivere seduti comodi sulla poltrona. E d'altra parte, possiamo paragonarla alla cautela che Hamilton ha saputo mostrarci ad Austin e a Città del Messico proprio con Verstappen, al punto da scomodare niente popò di meno che Senna o Prost riferendoci al pilota di colore. Nello stesso tempo Ocon, sensibilmente più veloce con pneumatici freschi, stava sdoppiandosi. Salvo insistere e non accodarsi ugualmente ripettando la "ragion di stato" del pilota che comanda la gara.

E il "siparietto" post gara, con evidente adrenalina a 1000 che ha visto l'olandese della Red Bull prendere a muso duro il francese della Force India, riesce pure a farci ricordare i vari Piquet-Salazar o Schumacher-Coulthard. Sempre coi debiti paragoni.

Tornando alla fredda cronaca, il Gran Premio del Brasile lo vince Lewis Hamilton, come detto, davant all'infuriato Max Verstappen e ad un ottimo Kimi Raikkonen che ancora una volta riesce a "reggere le sorti" più che onorevolmente di una Ferrari altrimenti molto opaca con Sebastian Vettel (6° al traguardo), rallentato da un problema tecnico, sia pur secondario, sulla sua SF71H.

In gran spolvero la Red Bull ad Interlagos. Oltre a Verstappen che sembrava destinato a bissare il successo messicano, anche Daniel Ricciardo è protagonista di una gara maiuscola dopo esser stato cosretto a partire dall'undicesima posizione per l'arretramento in griglia subito per la sostituzione del turbo sulla sua monoposto. Il finle di stagione del team anglo-austriaco è sicuramente ad alto livello.

Se in Messico l'altura poteva darci una chiave di lettura per le prestazioni della Red Bull, in Brasile... possiamo appellarci ai cerchioni coi mini-fori chiusi sulla Mercedes e i maggori controlli sulla doppia batteria della Ferrari...

Il quinto posto è di Valtteri Bottas che contribuisce pure lui, nel suo piccolo, alla matematica conquista del Titolo Costruttori della Mercedes, seguito da Vettel, come detto, da Leclerc (Sauber), dalle due Haas di Grosjean e Magnussen e dalla Force India di Sergio Perez che chiude la zona punti.

 

Ecco la classifica finale del Gran Premio del Brasile 2018:

  PILOTAVETTURAGIRITEMPO 
1 44 Lewis Hamilton MERCEDES 71 1:27:09.066 25
2 33 Max Verstappen RED BULL RACING TAG HEUER 71 +1.469s 18
3 7 Kimi Räikkönen FERRARI 71 +4.764s 15
4 3 Daniel Ricciardo RED BULL RACING TAG HEUER 71 +5.193s 12
5 77 Valtteri Bottas MERCEDES 71 +22.943s 10
6 5 Sebastian Vettel FERRARI 71 +26.997s 8
7 16 Charles Leclerc SAUBER FERRARI 71 +44.199s 6
8 8 Romain Grosjean HAAS FERRARI 71 +51.230s 4
9 20 Kevin Magnussen HAAS FERRARI 71 +52.857s 2
10 11 Sergio Perez FORCE INDIA MERCEDES 70 +1 lap 1
11 28 Brendon Hartley SCUDERIA TORO ROSSO HONDA 70 +1 lap 0
12 55 Carlos Sainz RENAULT 70 +1 lap 0
13 10 Pierre Gasly SCUDERIA TORO ROSSO HONDA 70 +1 lap 0
14 2 Stoffel Vandoorne MCLAREN RENAULT 70 +1 lap 0
15 31 Esteban Ocon FORCE INDIA MERCEDES 70 +1 lap 0
16 35 Sergey Sirotkin WILLIAMS MERCEDES 69 +2 laps 0
17 14 Fernando Alonso MCLAREN RENAULT 69 +2 laps 0
18 18 Lance Stroll WILLIAMS MERCEDES 69 +2 laps 0
NC 27 Nico Hulkenberg RENAULT 32 DNF 0
NC 9 Marcus Ericsson SAUBER FERRARI 20 DNF 0