34-2007 Chapeau Didier - La storia di Pironi

Discussioni ed approfondimenti sull'inserto di Autosprint curato da Mario Donnini

da Eagle » 30/04/2011, 10:22

[quote="Niki"]
Almeno da un certo punto Power ha iniziato :asd:
Qui non vogliamo storie tipo soap opera, credo di parlare a nome di tutti, ma fatti di vita vissuta. Insomma, qui tutti capiscono che per vari motivi, a parte la lealtà verso una azienda, anzi, una ex azienda, puoi parlare fino ad un certo punto, ma immagino che tu capisca che in un sito del genere tra appassionati del genere una presenza come la tua è come il Santo Graal per un crociato.
La base di tutto sono l'agonismo e la tecnica, ma spesso ragioni politiche ne condizionano gli aspetti, per cui sono legate a doppio filo l'una all'altra.
Prinz, non ho mai biasimato Piquest per quello che disse sulla Ferrari e che fece in*****are il vecchio come un picchio. Fu il primo a giungere sul luogo dell'incidente sia di Villeneuve che di Pironi e immagino quale possa essere il suo stato d'animo di fronte a scene del genere. Non credo che Gilles si sarebbe salvato anche se le cinture non si fossero rotte, visto com'era ridotta la macchina, stesso discorso per Pironi.
Come credo che anche le altre auto, tranne, forse, la McLaren che aveva iniziato ad usare telai in carbonio, avrebbero fatto la stessa fine se avessero subito impatti del genere
Leggi quello che disse Sua Santità in occasione dell'incidente di Pironi.
Dopo quell'anno, se non ricordo male, le pedaliere vennero riportate dietro l'assale anteriore.
[/quote]

No le pedaliere dietro all'asse anteriore arrivarono nel 1983 solo sulla Bt53, ma più come la conseguenza di una scelta tecnica (leggi arretramento pesi) che come provvedimento di sicurezza.
In ogni caso hai perfettamente ragione, quelle macchine erano TUTTE pericolose, la struttura deformabile anteriore era di 30 cm senza test obbligatori e aveva una capacità di assorbimento ridicola. De Cesaris con l'Alfa, mi pare a Zeltweg colpì un volatile che lascio il segno netto, figurarsi.
"mai attribuire alla malizia o alla malvagità quello che è già sufficientemente spiegato dalla semplice stupidità".
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da sundance76 » 30/04/2011, 10:39

Nel 1986 Pironi effettua un test con l'AGS (di cui esistono molte foto), e uno con la Ligier (ma di questo non si trovano foto da nessuna parte).

Ma lo sapevate che, sempre nel 1986,  viene invitato da una rivista a fare una prova su strada della Ferrari T4 vincitrice del Mondiale '79 con Scheckter?  :o

Didier, tra l'altro, nei commenti della prova su strada dice anche che, a proposito della sua nuova passione per l'offshore, "le competizioni motonautiche presentano rischi nulli"....    :'(

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Ultima modifica di sundance76 il 30/04/2011, 11:04, modificato 1 volta in totale.
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da jeanpierresarti » 30/04/2011, 13:01

ma.............................
:drool: :drool: :drool:
è un testacoda ipercontrollato?
è fermo?
sta ripartendo da fermo?
:ohmy:
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da Prinz4L » 30/04/2011, 13:21

[quote="Niki"]
...
Prinz, non ho mai biasimato Piquest per quello che disse sulla Ferrari e che fece in*****are il vecchio come un picchio. Fu il primo a giungere sul luogo dell'incidente sia di Villeneuve che di Pironi e immagino quale possa essere il suo stato d'animo di fronte a scene del genere. Non credo che Gilles si sarebbe salvato anche se le cinture non si fossero rotte, visto com'era ridotta la macchina, stesso discorso per Pironi...
[/quote]

Come dice Eagle le macchine dell'epoca erano tutte pericolose, ma da qui a pontificare sui coefficienti di sicurezza della Ferrari da parte di chi correva per team inglesi mi sembrò alquanto fuori luogo.

Se e ma non ci porteranno lontano, il perdono forse, la ragionevolezza di sicuro.
Amo pensare che la Ferrari può costruire piloti quanto macchine. Alcuni dicono che Gilles Villeneuve sia pazzo. Ma io dico: lasciate che provi.
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da Baldi » 30/04/2011, 13:22

tipo questa?

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da sundance76 » 30/04/2011, 13:29

Grazie infinite Baldi, non ne trovavo mai da nessuna parte  :thumbup:  :thumbup1:
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da Baldi » 30/04/2011, 13:37

[quote="sundance76"]
Grazie infinite Baldi, non ne trovavo mai da nessuna parte  :thumbup:  :thumbup1:
[/quote]

chissà... magari ce ne sono altre...
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da sundance76 » 02/05/2011, 11:01

I due libri dedicati finora a Pironi. Qualcuno li ha mai visti?

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da Die Mensch-Maschine » 02/05/2011, 11:13

Cosa significa brisèe?
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da echoes » 02/05/2011, 11:26

[quote="Die Mensch-Maschine"]
Cosa significa brisèe?
[/quote]

rotta.

La flèche brisée = la fraccia rotta/spezzata...

:)
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da Die Mensch-Maschine » 02/05/2011, 11:28

[quote="echoes"]
[quote="Die Mensch-Maschine"]
Cosa significa brisèe?
[/quote]

rotta.

La flèche brisée = la fraccia rotta/spezzata...

:)
[/quote]

Thanx  ;)
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da Niki » 02/05/2011, 12:26

Con la prefazione del prete, deve essere tutto un programma
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da Powerslide » 02/05/2011, 14:37

[quote="Niki"]
Con la prefazione del prete, deve essere tutto un programma
[/quote]

Come raccontava Mario in un Cdc fu proprio l'estrazione sociale, la dimora a Montecarlo, le conoscenze altolocate a far sì che i due legassero.
Il Drake non era avido di denaro, ma il poter entrare in contatto con personaggi famosi che non facessero parte solo dello spettacolo ma anche della finanza e delle multinazionali era cosa che lo gratificava e l'inorgogliva.
Il poter ad esempio frequentare un Buzzi in modo conviviale e non esclusivamente contrattuale lo faceva sentire ancora più importante. Questo poteva essergli offerto da Piccini, molto amico di Didier, e non certo da Gil che non distingueva un Dom Perignon da un Prosecco.
Anche questa debolezza del Vecchio, ma alzi il dito chi non ne ha, contribuì all'ambigua decisione di Imola.
Gil poi, ma questo è strarisaputo, cominciava ad offuscare col suo mito quello del Cavallino e Ferrari "doveva" difendere la sua creatura.

Ciò detto non bisogna trascurare il fatto che i tempi fatti da Didier fossero spesso in linea con quelli di Gil ed a volte anche migliori.
Per assurdo Zolder ebbe risvolti tragici anche per Pironi: Gil volò cristallizando per sempre il suo mito, Didier sprofondò nel cuore degli appassionati che arrivarono ad attribuirgli responsabilità morali che certo non gli competevano.
Non so quanto si pentì di Imola, ma senza quel giorno il futuro avrebbe avuto tutt'altra storia per entrambi. 
Io non accetto che per trovare l’effetto suolo si debba strisciare per terra. Secondo me è assurdo, è immorale da un punto di vista tecnico. (Mauro Forghieri)
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da sundance76 » 02/05/2011, 14:53

Sono convinto che Didier sia rimasto sempre addolorato per l'epilogo che ebbe quella storia.

E come disse Pedro59, probabilmente in casa di Pironi il rimpianto per Gilles è stato sempre presente, se pensiamo che la sua ultima compagna diede il nome di Didier e Gilles ai due gemellini nati dopo la morte del padre...
Ultima modifica di sundance76 il 02/05/2011, 16:19, modificato 1 volta in totale.
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da sundance76 » 03/05/2011, 12:31

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L'articolo qui sopra, di Carlo Marincovich, è una sorta di difesa contro certe critiche che da più parti venivano mosse a Pironi.

Lo si accusava, oltre all'essere l'indiretto usurpatore e responsabile del risentimento mortale di Gilles, anche di essere troppo ragioniere, di voler vincere il titolo solo coi piazzamenti pur avendo una macchina ultra-competitiva, di essere in procinto di diventare iridato con un mezzo col quale qualsiasi altro pilota, pur modesto, avrebbe vinto.

Qui di seguito, ad esempio, c'è il link di un articolo che interpreta la tattica di Pironi in senso "difensivistico", soprattutto dopo il GP di Francia, quando Didier arrivò prudentemente terzo dopo le due Renault per aver scelto gomme troppo conservative. Comunque, con quel piazzamento, Pironi consolidava la leadership nel Mondiale. Ci sono anche spunti sulla polemica Arnoux-Prost in quel GP e sugli ordini di scuderia:

http://archivio.unita.it/archivio/navigatore.php?page=10&dd=27&mm=07&yy=1982&ed=&url=http://82.85.28.102/cgi-bin/showfile.pl?file=archivio/uni_1982_07/19820727_0010.pdf
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