[20] Gp Brasile - Interlagos

Forum dedicato alla stagione 2016 di F1

da groovestar » 15/11/2016, 19:20

Vettel sul bagnato ha corso alla Vettel.
Salvo il testacoda iniziale (errore compiuto anche da Verstappen, che ha avuto solo più fortuna del tedesco) ha compiuto un gran recupero e per certi tratti della corsa è stato anche il più veloce in pista, arrivando vicino anche ad agguantare il quarto posto.
Cioè ci esaltiamo giustamente per Verstappen giunto terzo, ma Vettel non ha corso con meno determinazione e con meno bravura.
E con una vettura più instabile.
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da Baldi » 15/11/2016, 21:08

Jackie_83 ha scritto:
Pennywise ha scritto:
Baldi ha scritto:Forse una soluzione è imporre un'altezza da terra sufficientemente maggiore.
Sempre.


Avremo auto meno "perfettine" in ogni situazione, anche sull'asciutto.

Avremo auto in grado di viaggiare con un certo grado di sicurezza anche sul bagnato.


Magari è stata solo una mia impressione :oops: : ma sbaglio o la RB era altissima da terra ? :think:

Anche secondo me le Rb erano settate più da bagnato rispetto alle altre vetture

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Le Red Bull, anche sull'asciutto, si caratterizzano (e questo ormai da varie stagioni) per un assetto molto picchiato.

Posteriormente sono molto alte, anteriormente invece si avvicina molto all'asfalto, tanto che l'estremità anteriore del fondo.

Questo contribuisce a generare molto carico per effetto suolo e a far funzionare al meglio il diffusore posteriore.
E' un'idea (l'ennesima) di Newey che gli altri teams hanno faticato ad applicare sulle loro monoposto e di certo a partire dalla stagione successiva dalla sua introduzione.

Lo scorso anno la RB aveva un assettomeno picchiato, quest'anno è tornata a livelli notevoli.
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da Baldi » 15/11/2016, 21:14

Quest'anno il problema non è Vettel, che pure ha sbagliato molto di suo.

Ma principalmente la vettura.
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da Laffite26 » 16/11/2016, 0:53

Molto bello il post di Lucio Rizzica,giornalista di Sky, che descrive efficacemente lo stato attuale di questa formula 1 alla luce della gara di Interlagos

SE IL POLITICAMENTE CORRETTO UCCIDE L'EMOZIONE...
In tempi non sospetti, in uno dei miei rari (per scelta) commenti sulla Formula 1, tanto su questo profilo quanto su altri siti, qualche anno fa scrissi che ci si stava avviando verso una formula noia, incapace di entusiasmare, che trovava i suoi momenti migliori o in caso di pioggia o attraverso il brivido dell’incidente. L’establishment motoristico e molti colleghi mi risposero compatti: superficiale, pessimista, ingeneroso. Salvo poi piangere in coro (accade dallo scorso anno) per il riprodursi all’infinito di gare insignificanti.
In tempi non sospetti, durante le mie telecronache, dissi che forse la mancata uniformità di giudizio dei commissari di gara da circuito a circuito e un esasperato uso di bandiere, sanzioni, decisioni a tavolino, safety car stavano snaturando la massima competizione a motore rendendola una specie di ‘gioco dell’oca’ nel quale si vinceva tirando i dati o aspettando il postino a bandiera a scacchi riposta. L’establishment motoristico e molti colleghi mi risposero compatti: esagerato, diffidente, meschino. Salvo poi piangere in coro (accade dallo scorso anno) per le continue interferenze con lo svolgimento delle corse in circuito.
In tempi non sospetti, nel corso di alcuni dialoghi con i miei interlocutori sui social, dissi (pur rammaricandomi) che il sale delle corse non era l’intento sicuritario ma l’attenzione ai particolari per permettere ai piloti di darsele di santa ragione in pista. L’establishment motoristico e molti colleghi mi risposero compatti: sanguinario, incosciente, crudele. Salvo poi piangere in coro (accade dallo scorso anno) per la monotonia delle corse decise al box o per un intervento della direzione di gara.
Di tutto quanto su elencato mi sono testimoni gli ‘amici’ dei social, quelli con cui ho parlato pubblicamente o privatamente, i lettori di alcuni forum, i telespettatori che si ostinano a farsi male ascoltando le mie cronache in tv, qualche radioascoltatore che ha intercettato alcuni miei interventi, i frequentatori del sito aziendale sul quale scrivevo con periodicità fino a due anni fa, chi mi conosce e ha parlato con me per abitudine o per caso.
Ovvero, gli stessi che potranno testimoniare che io abbia sempre detto che gente come Lewis Hamilton e Max Verstappen rappresentino ad oggi l’ultima speranza di questa F1 di tornare a entusiasmare, a patto di lasciarli correre come sanno. Perché assodato che il rischio morte (il rischio in generale) è ineliminabile negli sport a motore e messo in chiaro che chiunque si metta al volante lo fa nella piena consapevolezza di quello che potrebbe accadergli e sotto la propria responsabilità, il pilota deve fare il pilota. Deve cercare di passare dove il coraggio e l’istinto gli dicono di farlo, deve sportellare, deve tirare fuori gli attributi, deve divorare la strada e bere la pioggia, deve battersi fino all’ultimo metro e usare grinta e artigli. E frenarlo equivale a castrarne le doti, il talento, la qualità e pure a menomare lo spettacolo.
In tempi non sospetti, ovunque, dissi che fare le pulci ad Hamilton e Verstappen significava essere incoerenti con il desiderio manifestato (dagli stessi critici) di ritrovare uno show all’altezza delle premesse tecnologiche. Che voler sterilizzare l’estro per una questione di tifo, simpatia, integrità, garanzia di incolumità mal si sposava con il sogno di tornare a godere di una F1 divertente, interessante, entusiasmante. L’establishment motoristico e molti colleghi mi hanno sempre urlato a muso duro la mia follìa. Salvo poi spellarsi le mani a ogni sorpasso di Hamilton e da domenica scorsa godere come ricci per gli undici sorpassi di Max Verstappen in quindici giri in mezzo al diluvio e spendere paragoni a destra e a manca con Michael Schumacher e Ayrton Senna.
Ero pazzo io o sono frettolosi loro? O forse ci vuole più coraggio a esprimere posizioni fuori dal solito coretto che a fare precipitosa marcia indietro e avventurarsi in lodi sperticate e ipocrite retromarce?
Ci voleva Interlagos per capire che si muore perché un caterpillar sta dove non dovrebbe stare (Jules Bianchi) ma in pista basta un millesimo di sfiga (Henry Surtees) per trovarsi sotto l’unico rimbalzo anomalo di una gomma impazzita? Ci voleva Interlagos per capire che fra safety car, virtual e bandiere blu si falsa ogni risultato? Ci voleva Interlagos per riflettere sull’inopportunità di avere un circus multimilionario e poi preoccuparsi di mettere il guinzaglio alla paura facendo della tempra un accessorio superfluo delle Polistil? Ci voleva Interlagos per rendersi conto che in F1 è più importante tenere schiacciato l’acceleratore e riuscire a restare sul tracciato piuttosto che imparare a memoria il manuale del bon ton?
Ci voleva Interlagos, insomma, per risvegliarsi dal torpore insincero del garantismo a oltranza che moltiplica gli incassi, reca danno all’estetica, allontana gli appassionati, mortifica indole e tecnica e prende per il culo tutti quelli che sono cresciuti fra rombi, lacrime, sangue e brividi e compiace invece chi non vuole turbamenti di coscienza e al massimo nella sua vita ha forse sofferto appena davanti a una consolle?
"A special hello to our dear friend Alain, we all miss you Alain."
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da Baldi » 16/11/2016, 8:57

Io non posso che condividere praticamente tutto.

Ma soprattutto la riflessione su piloti come Hamilton, Verstappen e ci aggiungo pure Ricciardo, Perez (che pure non mi stava simpatico) e i vecchi Montoya.

Ce ne fossero.
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da 330tr » 16/11/2016, 16:40

Ho rivisto Barcellona '92.
Il compendio di ogni cosa. Pista bagnata, diluvio ecc., episodi micidiali: Berger che butta fuori Alesi, doppiati (Hakkinen) che buttano fuori Alesi (te pareva..), chiusure di traiettoria, piloti che si impantanano nella ghiaia..ma la corsa è inesorabile. Non esistono giudici esterni a bacchettare i piloti. Gli eroi sono soli nell'arena. Nessuno si deve immischiare.
Alesi come Verstappen. Gli ultimi 10/15 giri, grazie a gomme meno usurate, girava 6 secondi al giro meno dei migliori, arriva attaccato all'eccellente giovanissimo Schumacher, secondo, che gli aveva preso oltre un minuto; per dire, il giro 61 aveva 34 secondi di svantaggio, il giro 65 e ultimo gli arriva a 2 secondi..
Senna ridimensionato, peggio di Vettel e Raikkonen. Con una macchina orrenda, impossibile, quasi peggio della Ferrari di Domenica (gli onboard fanno veramente male) tenta l'improbabile per rimanere con Schumacher prima, per evitare di essere raggiunto da Alesi poi, girandosi un paio di volte come un principiante e finendo la sua gara contro un muro. Quanto conta la macchina!
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da Rovert » 16/11/2016, 21:44

Jackie_83 ha scritto:Copio incollo da Nuvolari's crypt perché mi ritrovo molto in questo pensiero....voi che ne pensate?

A questo punto parliamone: il parco chiuso...

Come da molti rimarcato, il vero problema sta secondo me nella regola del parco chiuso, che vieta di cambiare l'assetto della vettura tra il sabato e la domenica....

Poi le auto non stanno in strada e magari ci stupiamo pure, diamo la colpa a chissà quali variabili e incompetenze di piloti, progettisti e partner tecnici. Capiamoci bene, i botti volete evitarli... o volete creare i presupposti a livello regolamentare perché questi avvengano? È questo lo spettacolo, come nei reality show in cui più si scade nel trash e più la gente è felice? Per me la vera incompetenza è prima di chi ha pensato, poi di chi ha avallato l'introduzione di questa regola.

Con affetto, #Verce.

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Scrivo molto in ritardo per questioni lavorative/familiari, mi sono anche perso la gara in differita e proprio non ho potuto vederla e non so delle gesta leggendarie di verstappen e del mio liquirizia, ma sostanzialmente è proprio il mio pensiero... Forse l'ho scritto in altri topic , forse no, ma questa del parco chiuso è una cacata pazzesca.. Fa il paio con una esasperazione aerodinamica che impedisce di stare vicino in curva (io do la colpa al muso alto, forse mi sbaglio, ma in epoca 70 80 si vedeva ancora il pilota tentare la fase di sorpasso attaccato in uscita curva, cosa che non si vede più dai primi 90) e che è il vero motivo di questo spettacolo castrato...

By by, ci si vede a marzo
8-)

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da 330tr » 16/11/2016, 23:35

Ma infatti.
E sono anni che se ne parla, e nessuno fa niente.
Cosa direbbe Jackie Stewart pilota, a proposito?
Ma possibile che debba preoccuparsi e incaxxarsi il telespettatore medio e i protagonisti se ne straf*ttano?
L'è tutto sbagliato.
Ma che poi non osino recriminare o lamentarsi che l'assetto era cannato. Dopo.
Che poi dico: vedo che diluvia, io me ne frego, cambio l'assetto. Che mi fanno?

edit:

L’unica eccezione è prevista solamente quando c’è un cambiamento delle condizioni climatiche. Per esempio, una sessione di qualifica disputata sull’asciutto e una gara bagnata, o viceversa. In questo caso, la FIA darà alle squadre il permesso di effettuare ulteriori modifiche al set-up delle monoposto.

http://www.blogf1.it/formula-1-il-regolamento-sportivo-pillole/parco-chiuso-cose-e-come-funziona-f1/ :think:
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da 330tr » 16/11/2016, 23:41

Io non capisco.
Basta leggere qui

https://www.formula1.com/en/championship/inside-f1/rules-regs/Parc_Ferme.html

Il cambio assetto È PERMESSO!!!! :shock: :shock:

Quindi? Come la mettiamo? Quella del parco chiuso è solo la Regina delle scuse dei perdenti? :shhh:
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da Rovert » 17/11/2016, 6:49

Per come ho capito io... Se durante i due giorni di prove hai entrambe le condizioni meteo (asciutto e bagnato) allora devi tenerti quella scelta il sabato. Se invece fa 2 giorni di sole equatoriale e domenica piove puoi cambiare...
Comunque non mi risultava che avessero cambiato la regola, può esserci sfuggita!

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da Baldi » 17/11/2016, 10:59

Il parco chiuso era stato imposto nella speranza e volontà di ridurre i costi della F1.
Il divieto di creare quelle che erano sostanzialmente delle vetture differenti tra prove e gara contribuisce infatti non poco a ridurli.

Normalmente sono permessi interventi utili a sostituire parti danneggiate, potenzialmente pericolose o che possono penalizzare l'affidabilità di una vettura.

Mi pare di ricordare (ma posso sbagliare) che un intervento consentito sia l'incidenza dell'ala anteriore.

Quando per questioni meteo si montano gomme ga bagnato, automaticamente l'altezza da terra aumenta poichè gli pneumatici rain hanno un diametro maggiore.
Tuttavia questo aumento è molto piccolo, se vogliamo considerevole in linea teorica (in F1 si ragiona sui millimetri) ma insuffuciente, da solo, in caso di pista bagnata.
Difatti l'aquaplaning si verifica per il "galleggiamento del fondo sullo strato d'acqua...


Come detto prima, se solo si imponessero altezze da terra ben maggiorate in condizioni normali (pista asciutta) si avrebbero vetture meno perfettine (ne gioverebbe l'abilità di guida); se poi la FIA imponesse un ulteriore innalzamento di un "tot" quando la pista è appena solo umida (per regolamento) ecco che senza liberalizzare automaticamente il parco chiuso, si avrebbero dei vantaggi non indifferenti.

E finalmente potremo goderci gare più vere.
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da 330tr » 17/11/2016, 12:06

Ogni tanto sarebbe utile guardare coi propri occhi i regolamenti, le leggi.
Anche in politica. (chiudo OT subito!)

Art. 34.2

n) The aerodynamic set up of the front wing may be adjusted using the existing parts. No parts may be added, removed or replaced.

o) If the FIA technical delegate is satisfied that changes in climatic conditions necessitate alterations to the specification of a car, changes may be made to the air ducts around the front and rear brakes and radiator ducts. These changes may be made at any time after all teams have been sent the message “CHANGE IN CLIMATIC CONDITIONS” via the official messaging system. From this point onwards the choice of air ducts around the front and rear brakes and radiator ducts is free and pitot tubes may be covered or uncovered, subject always to compliance with the relevant Technical Regulations.


Ritorniamo daccapo...gli unici ritocchi possibili sono sull'alettone anteriore, a prescindere, e sulle prese d'aria in caso di cambio di condizioni meteo.
Pigne nel cervello.
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da 330tr » 17/11/2016, 15:01

Baldi ha scritto:...Come detto prima, se solo si imponessero altezze da terra ben maggiorate in condizioni normali (pista asciutta) si avrebbero vetture meno perfettine (ne gioverebbe l'abilità di guida); se poi la FIA imponesse un ulteriore innalzamento di un "tot" quando la pista è appena solo umida (per regolamento) ecco che senza liberalizzare automaticamente il parco chiuso, si avrebbero dei vantaggi non indifferenti.

E finalmente potremo goderci gare più vere.


Già fatto nell'81, e nacquero i correttori d'assetto. Potrebbero forse creare un fondo con una specie di chiglia di qualche cm soggetta a usura, un pò come il fondo di metà '90, per impedire truffaldini abbassamenti in gara
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da Baldi » 17/11/2016, 15:12

330tr ha scritto:
Baldi ha scritto:...Come detto prima, se solo si imponessero altezze da terra ben maggiorate in condizioni normali (pista asciutta) si avrebbero vetture meno perfettine (ne gioverebbe l'abilità di guida); se poi la FIA imponesse un ulteriore innalzamento di un "tot" quando la pista è appena solo umida (per regolamento) ecco che senza liberalizzare automaticamente il parco chiuso, si avrebbero dei vantaggi non indifferenti.

E finalmente potremo goderci gare più vere.


Già fatto nell'81, e nacquero i correttori d'assetto. Potrebbero forse creare un fondo con una specie di chiglia di qualche cm soggetta a usura, un pò come il fondo di metà '90, per impedire truffaldini abbassamenti in gara



Basterebbero uno dei due sistemi.

Uno, e in passato ne avevamo parlato, dei "binari" longitudinali alti un "tot" da aggiungere al fondo piatto.

Due: dei sistemi elettronici standard uniformati identici per tutti con sensori di altezza. Se il dispositivo legge altezze minori, scatta la penalizzazione.
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