Le vittorie delle Nazioni nei Mondiali

Forum dedicato alla stagione 2013

da jackyickx » 25/09/2013, 22:51

Jochen Rindt mantenne sempre la cittadinanza tedesca anche se corse  con licenza austriaca.
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da Connacht » 28/09/2013, 15:21

[quote="sundance76"]
Come spesso è accaduto, tutto dipende dall'impegno dei grandi Costruttori, e quindi dallo stato dell'economia del Paese corrispondente.
[/quote]

Beh avremmo dovuto avere allora una pletora di campioni americani, tedeschi e viapponesi, mentre Brasile, Francia e Spagna sarebbero rimasti indietro...
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da groovestar » 28/09/2013, 16:17

Purtroppo abbiamo avuto anche molta sfortuna con i piloti nostrani:

Abbiamo perso Castellotti e Musso negli anni 50, mentre negli anni 60 ci lasciarono Bandini e Scarfiotti. Praticamente fra questi 4 nomi poteva potenzialmente esserci un campione del mondo considerando i titoli vinti da Surtees, Hill e Hawthorn.

Negli anni 70 il numero di Italiani di ridusse, ma avevamo il vecchio Brambilla ed il giovane Patrese, oltre all'italoamericano Cheever, tuttavia eravamo molto prolifici nel campionato prototipi con i vari Merzario, De Adamich e con lo stesso Brambilla.

Infine ci furono i vari De Angelis, Alboreto, De Cesaris e Giacomelli che, purtroppo, portarono a casa meno di quanto avessero meritato, ma furono capaci di imprese di gran livello. Purtroppo l'avventura del romano in McLaren per certi versi significò un "veto" ai piloti italiani nel team forse più prestigioso d'inghilterra (e fra i più attrezzati della Formula 1).

Degli anni 90 e 2000 sappiamo tutto, ma nel corso degli anni ritengo che la nostra nazione sia stata molto sfortunata, fra decessi e vetture spesso non all'altezza del talento dei piloti che le guidavano.

L'ultimo esempio degli incompiuti è stato Trulli: pilota stimatissimo, capace di vincere a Monaco e di ottime prestazioni con una Prost al debutto che, dopo gli screzi con Briatore, dovette imbarcarsi nella (lucrosa) avventura Toyota.
Penso che la sua carriera sia emblematica
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da sundance76 » 29/09/2013, 11:38

[quote="Connacht"]
[quote="sundance76"]
Come spesso è accaduto, tutto dipende dall'impegno dei grandi Costruttori, e quindi dallo stato dell'economia del Paese corrispondente.
[/quote]

Beh avremmo dovuto avere allora una pletora di campioni americani, tedeschi e viapponesi, mentre Brasile, Francia e Spagna sarebbero rimasti indietro...
[/quote]

Infatti ho aggiunto all'inizio l'avverbio "spesso", proprio perchè non accade "sempre".

La Francia comunque ha avuto grossi Costruttori, che hanno anche creato una schiera di buoni piloti. La Peugeot, la Bugatti, la Delage, la Delahaye, la Gordini. Con i vari Boillot, Chiron, Benoist, Dreyfus, Sommer, Wimille...

Inoltre l'ondata "Elf" da fine anni '60 agli inizi anni '80 è assimilabile all'impegno, se non di più, di un Costruttore.
I piloti francesi di quel periodo, da Beltoise a Prost, devono quasi tutto all'impegno ELF nelle corse.

E non voglio fare il pignolo, ma la Bugatti e la Delage un Mondiale vero a testa l'hanno vinto (1926 e 1927)....
Ultima modifica di sundance76 il 29/09/2013, 11:47, modificato 1 volta in totale.
"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.

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da sundance76 » 16/10/2013, 20:07

Comunque pare che per l'Italia possa valere l'argomento secondo cui sono i Costruttori impegnati nelle competizioni a favorire la nascita di una scuola di piloti in grado di affermarsi a livello mondiale.

Se parliamo di Gran Premi, è davvero incredibile constatare che per oltre 50 anni, cioè dagli inizi del 20° secolo fino a oltre la metà dello stesso, noi abbiamo avuto decine di campionissimi.
Lancia, Nazzaro, Minoia, Bordino, Materassi, Campari, Ascari padre, Brilli Peri, Varzi, Nuvolari, Fagioli, Borzacchini, Biondetti, Trossi, Taruffi, i fratelli Villoresi, Farina, Ascari figlio, Castellotti, Musso....
E infatti c'erano FIAT, Lancia, Alfa Romeo, Maserati, fino a Ferrari.

Poi, dopo Musso (1958 ), la luce quasi si spegne: poche eccezioni, Baghetti che dura poco, Bandini spezzato sul più bello, Brambilla, fino a quella effimera fiammata anni '80 con Patrese, De Angelis e Alboreto. Negli ultimi decenni solo Trulli e Fisichella.

Insomma, a partire dagli anni '60, quando in campo resta praticamente solo la Ferrari, la scuola italiana è di fatto scomparsa dai vertici dei Gran Premi.
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da jackyickx » 16/10/2013, 20:49

Forse l'automobilismo sta seguendo lo stesso declino di altri settori del nostro Paese. Purtroppo.
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da Niki » 16/10/2013, 21:03

Toglierei il forse. L'automobilismo, e qualunque altro sport/spettacolo in cui serva la grana, è legato a triplo filo all'economia di un Paese.
Si può capire chiaramente rileggendo vecchie riviste. Qualche volta ho dato un'occhiata agli autosprint degli anni '70, '80, e la presenza italiana era quasi totale: piloti, sponsor, marchi, ecc. ecc.
Poi è arrivata tangentopoli e c'è stata la sparizione in massa, a parte pochi superstiti.
Per contro, a parte la Germania, Paese giustamente in testa a tutte le classifiche, cosa troviamo? Piloti e squadre dei Paesi emergenti: India, Messico, Russia, tra pochissimo Cina e così via di questo passo.
Certo, c'è sempre il pilota con una marcia in più che esce anche se viene dal Lichtenstein, ma la massa dei partecipanti è legata a come gira l'economia nei rispettivi Paesi.
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da Uitko » 17/10/2013, 10:22

[quote="groovestar"]
L'ultimo esempio degli incompiuti è stato Trulli: pilota stimatissimo, capace di vincere a Monaco e di ottime prestazioni con una Prost al debutto che, dopo gli screzi con Briatore, dovette imbarcarsi nella (lucrosa) avventura Toyota.
Penso che la sua carriera sia emblematica
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soffro ancora... poi vederlo sulla Lotus "fake" contribuì ad ammazzarmi del tutto...
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da Pk90 » 19/10/2013, 16:51

Non so se è il topic più adatto, ma da poco il nuovo campione della F3 europea è italiano. Forse qualcosa di buono si sta concretizzando anche per l'Italia.
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da Powerslide » 19/10/2013, 17:06

[quote="Pk90"]
Non so se è il topic più adatto, ma da poco il nuovo campione della F3 europea è italiano. Forse qualcosa di buono si sta concretizzando anche per l'Italia.
[/quote]

Qualche anno fa questo titolo apriva le porte della F1. Speriamo  :001_rolleyes: , ma ci credo poco  :'(
Al massimo lo rivedremo il GP2 se non 3 o qualche WS by Renault.
Io non accetto che per trovare l’effetto suolo si debba strisciare per terra. Secondo me è assurdo, è immorale da un punto di vista tecnico. (Mauro Forghieri)
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da Baldi » 20/10/2013, 0:16

Vero
Tra l'altro oggigiorno ci sono 123.000 categorie di ogni specie e forma... ognuna con una manciata scarsa di vetture.
Mille Campioncini di nulla:-\

Dove prosegue veramente chi riesce a trovare i "dindi".
Null'altro.



Una volta in F3 dovevi sudare e combattere.
Dimostrare determinazione e grinta e bravura e bastarbaggine.
Solo un figlio di buona donna dotato di talento genetico si dimostrava come un potenziale campione per l'avvenire.
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da groovestar » 20/10/2013, 12:35

o peggio ancora, chi sopravviveva...
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da Baldi » 20/10/2013, 14:17

Purtroppo anche quello.
E di sicuro molte vere promesse non hanno potuto sbocciare.
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