Nuvolari-Caracciola, quella stagione tra.. "maschi Alfa"

Dagli albori del 1900 fino alla F1 nel 1950

da sundance76 » 23/01/2019, 0:04

Tazio Nuvolari e Rudolf Caracciola sono due tra i migliori piloti di sempre. Difficile riassumere in poche parole i loro rispettivi palmares, scaturiti da carriere trentennali: 1920-1950 per Tazio, 1922-1952 per Rudolf. Andavano fortissimo non soltanto in pista, ma anche su strada: entrambi vittoriosi alla Mille Miglia, Tazio vinse anche la 24 ore di Le Mans e Caracciola ci andò vicino. I loro nomi sono legati a due grandi Case automobilistiche: Alfa Romeo per Nuvolari, e Mercedes per Caracciola.

Tuttavia l’italiano “litigò” spesso con la marca del Portello, e nella sua carriera guidò anche varie altre auto: Bugatti, Maserati, Auto Union, e sul finire della carriera anche le prime Ferrari.

Invece Caracciola ha praticamente guidato sempre per la Mercedes, tranne che per una stagione, il 1932.

La grande crisi economica del 1929 mise in difficoltà la Mercedes, che ridusse progressivamente il suo impegno sportivo nei due anni successivi, fino a decidere un momentaneo stop alle corse per il biennio 1932-33 in vista del rientro previsto per il ’34 con il varo della nuova Formula regolamentare per i Gran Premi.

Quindi Caracciola per il 1932 si trovò momentaneamente “disoccupato” e accettò l’ingaggio da parte dell’Alfa Romeo, dove il tedesco trovò Nuvolari, Campari e Borzacchini. Al di là delle varie vicende “personali” (all’inizio Caracciola venne accolto freddamente dagli altri componenti della squadra), si può quindi tentare un confronto (non si sa di quale valore) tra Nuvolari e Caracciola a macchine pari, o quasi.

Le statistiche le conosciamo: Nuvolari nel ’32 vinse il Campionato Europeo GP e il Campionato Italiano, una doppietta resa possibile dalle vittorie nel GP di Monaco, Italia, Francia, poi la Targa Florio, la Coppa Ciano, la Coppa Acerbo e il Circuito di Avellino.
Vittorie che hanno fatto passare alla storia il 1932 come l’anno di Nuvolari.

Da parte sua Caracciola in quell’anno da “alfista” vinse il Campionato Europeo delle cronoscalate, e il Campionato internazionale delle Alpi, con le affermazioni all’Eifelrennen, al GP di Germania (entrambi al Nürburgring) al GP di Monza (gara diversa dal GP d’Italia) e al GP di Lwow (gara minore in Polonia), più le vittorie nelle cronoscalate del Kesselberg, Gaisberg, Klausen, Friburgo, Mont Ventoux (dove Nuvolari spesso non partecipava).

Tuttavia analizzando il confronto diretto tra i due il responso non è affatto scontato.

Analizziamo quindi soltanto le gare dove entrambi erano presenti.

Al GP di Monaco Nuvolari vince, ma ci riesce anche grazie al fatto che Caracciola accetta di non attaccarlo quando l’italiano è in difficoltà coi comandi del serbatoio di riserva (l’episodio però è controverso e andrà approfondito).

Al GP d’Italia a Monza vince ancora Nuvolari, ma Caracciola è 2° con la vecchia Alfa modello “Monza”.

Al GP di Francia a Reims, vince Nuvolari disobbedendo agli ordini di scuderia che volevano una vittoria di Caracciola, che da parte sua arrivò 3° anche dietro a Borzacchini.

Al GP di Germania Caracciola vince, mentre Nuvolari viene penalizzato da una prolungata sosta ai box voluta dai vertici Alfa per evitare che disobbedisse agli ordini come in Francia (per la rabbia, Tazio arrivò a gettare addosso ai meccanici una scatola di candele).

Al Klausen Pass (corsa in salita), Caracciola vince, mentre Nuvolari è sesto, ma con la vecchia 8C 2300.

Allo Stelvio (corsa in salita), Caracciola è 3° e Nuvolari 4°.

Alla Coppa Acerbo a Pescara grande lotta tra i due, vince Nuvolari e Caracciola è 2° (ma anche qui ci sarebbe una questione da dirimere, stavolta circa presunti favoritismi vista la diversa gommatura delle due auto).

Al GP di Monza (diverso dal GP d’Italia, disputato mesi prima) vince Caracciola, mentre Nuvolari è 3° ma attardato da guai all’alimentazione mentre era in testa.

Fin qui i risultati. Darne una valutazione concludente, è tutt’altro discorso. Nel suo libro del 2015, il primo in italiano dedicato al pilota tedesco (dal titolo “Rudolf Caracciola, una vita per le corse”), l’autore Rino Rao prova a fare un bilancio: “Non considerando i risultati del GP di Monaco, GP d’Italia, GP di Francia, GP di Germania, possiamo dare lo stesso valore ai rispettivi successi del GP di Monza e della Coppa Acerbo, ma rimane un merito maggiore per Caracciola nelle vittoriose cronoscalate del Klausen e dello Stelvio (ma nella seconda non vinse, n.d.F.) alle quali, però, non si può attribuire lo stesso peso delle corse in circuito”.

Difficile, eh?
"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.

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da 330tr » 23/01/2019, 5:19

Beh, due campioni "enormi", come si può scegliere un vincitore?
Già si discute ancora della "rivalità" Varzi/Nuvolari..ricordo le parole di, mi pare, Ugolini che diceva come fossero uguali quanto a velocità, ma che Nivola avesse maggior istinto di vittoria, voglia di primeggiare.
Anche rispetto a Caracciola si può forse dire che il Mantovano Volante avesse un differente "sacro fuoco", e gli episodi che descrivi ne rendono perfettamente l'idea..
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da sundance76 » 23/01/2019, 14:11

330tr ha scritto:Beh, due campioni "enormi", come si può scegliere un vincitore?
Già si discute ancora della "rivalità" Varzi/Nuvolari..ricordo le parole di, mi pare, Ugolini che diceva come fossero uguali quanto a velocità, ma che Nivola avesse maggior istinto di vittoria, voglia di primeggiare.
Anche rispetto a Caracciola si può forse dire che il Mantovano Volante avesse un differente "sacro fuoco", e gli episodi che descrivi ne rendono perfettamente l'idea..


E però Caracciola resta il pilota col maggior numero di vittorie nel ventennio tra le due guerre mondiali. Quindi, pur se meno "appariscente", la sua determinazione doveva essere analoga a quella di Nuvolari, visto anche come riuscì a superare la menomazione fisica dopo l'incidente di Monaco '33 dove gli avevano detto che non avrebbe mai più potuto correre.
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da Powerslide » 23/01/2019, 15:11

Sempre interessanti queste finestre sul passato che apre sun :clap:

Dubito che tra 80 anni si parlerà di Lewis, Seb o Max e non per loro colpa.
Caragrazia se verranno ancora ricordati Gil, Ayrton e Schumy :cry:
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da duvel » 23/01/2019, 16:46

sundance76 ha scritto:..............................................................................................................................

Difficile, eh?


Difficile? Impossibile, e Sun tu lo sai meglio di me :mrgreen:
Si capisce bene che l'intento non è quello di cercare il "migliore" quanto quello di prendere spunto e discutere storicamente di automobilismo.
Ben diverso da certe stantìe discussioni sul migliore Senna ma no era Prost macchè e allora Schumacher? Pagine e pagine di forums che (ovviamente) i più prendevano a pretesto per sfogare un po' narcisisticamente il tifo di parte, illudendosi di...brillare di luce riflessa nelle vittorie del proprio eroe quasi fossero un po' anche le loro. Poi oh a volte si leggeva qualcosa di nuovo e interessante, ma sono contento che certi topics siano pressochè spariti.
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da 330tr » 23/01/2019, 18:55

sundance76 ha scritto:
330tr ha scritto:Beh, due campioni "enormi", come si può scegliere un vincitore?
Già si discute ancora della "rivalità" Varzi/Nuvolari..ricordo le parole di, mi pare, Ugolini che diceva come fossero uguali quanto a velocità, ma che Nivola avesse maggior istinto di vittoria, voglia di primeggiare.
Anche rispetto a Caracciola si può forse dire che il Mantovano Volante avesse un differente "sacro fuoco", e gli episodi che descrivi ne rendono perfettamente l'idea..


E però Caracciola resta il pilota col maggior numero di vittorie nel ventennio tra le due guerre mondiali. Quindi, pur se meno "appariscente", la sua determinazione doveva essere analoga a quella di Nuvolari, visto anche come riuscì a superare la menomazione fisica dopo l'incidente di Monaco '33 dove gli avevano detto che non avrebbe mai più potuto correre.


Purtoppo non ricordo chi..ma un qualcuno (inglese) che potè assistere ai GP di Donington '37 o '38 affermava che Tazio sviluppava un'aura che gli altri non avevano; rispetto agli altri, a pensarci, era un gradino sopra..un'autentica rock star!
Vedersi quest'ometto con la faccia allungata, lo sguardo nero e penetrante, la maglietta giallo brillante, il fisico minuto e nervoso a domare mostri di inenarrabile potenza doveva apparire qualcosa di esaltantante!
Su questo Caracciola era certamente più umano del "Teufel"
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da Niki » 23/01/2019, 19:37

Credo che Nuvolari sia stato l'antesignano del prodotto commerciale.
La scelta della maglietta come simbolo riconoscibile, con il suo logo e la denominazione da lui voluta di "Nuvolari-Ferrari" hanno anticipato di anni la commercializzazione dell'immagine, lo sportivo-prodotto da vendere.
Poi è sempre interessante vedere i dualismi che poi hanno definito i filoni principali della tipologia del pilota: da una parte gli istintivi come Rosemeyer, Nuvolari, (salto gli anni '50-'60), Rindt, Peterson, Villeneuve, Rosberg, ecc. ecc., dall'altra i ragionatori come Caracciola, Varzi, Fangio, (salto i '50-'60), Stewart, l'immenso, Prost, ecc. ecc.
Dei due decenni che ho saltato, a parte Fangio, non so gli altri in che filone potessero rientrare. I vari Farina, Ascari, Moss, e così via. Forse Ascari poteva rientrare nel filone dei ragionatori, come Fangio. Moss, ad esempio, non saprei dove collocarlo.
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da Jackie_83 » 23/01/2019, 20:41

Due Colossi con un approccio diverso alla gara...le classiche facce della stessa medaglia

É interessante anche notare quanto i Campioni dell'epoca fossero veramente campioni a tutto tondo...gare in circuito, salita, record di velocità, gare stradali e in alcuni casi pure le moto

Quando vincevi un campionato eri realmente il più forte pilota sul pianeta

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da 330tr » 23/01/2019, 21:38

Niki ha scritto:.. Moss, ad esempio, non saprei dove collocarlo.

Moss a mio parere è stato un pilota velocissimo, aggressivo e istintivo, alla Villeneuve..ma con doti di regolarità ed acume tattico sconosciuti al canadese (merito del Maestro Fangio?).
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da sundance76 » 23/01/2019, 23:43

Nel numero di marzo 2004 della rivista MotorSport, Mark Hughes scrisse questo articolo proprio sulla tematica oggetto del thread (e che mi ha spinto a "plagiarlo" cambiando il titolo della discussione):

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da sundance76 » 27/01/2019, 18:14

Dipinto che ritrae Caracciola al volante dei due modelli Alfa da lui guidati: quella bianca è la "2300 Monza", così dipinta perché per le prime due gare il tedesco non venne iscritto in via ufficiale dalla Casa, mentre in rosso è sulla Tipo B detta P3:

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da Niki » 27/01/2019, 19:03

Beati quelli che li hanno visti in azione
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da 330tr » 27/01/2019, 19:45

sundance76 ha scritto:
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Chapeau..

Monaco '32
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da sundance76 » 28/01/2019, 21:56

Sulla griglia di partenza per il G.P. di Monza '32 (diverso dal GP d'Italia, disputato sullo stesso circuito alcuni mesi prima):

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