Niki Lauda

Aneddoti, immagini, informazioni inerenti le vecchie stagioni

da mike_cek » 22/02/2017, 6:34

Tanti auguri Niky, oggi sono 68 anni! :clap:
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da Jackie_83 » 23/02/2017, 23:04

Sia fatta l'Immanità dell'Immane Immanesimo, Amen! :clap: :clap: :clap:

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da Baldi » 24/02/2017, 15:57

E' la prova provata che anche negli anni settanta le auto strisciavano sull'asfalto.
Così tanto che oltre al fondo si consumava praticamente tutto!!!

:D :D :D :D :D
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da 330tr » 24/02/2017, 18:09

Tutta colpa di un'inchiodata paurosa... :lol:
Grandissimo Niki, una leggenda vivente :clap:
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da groovestar » 11/04/2017, 11:36

Oggi il buon Niki, nel complimentarsi sul buon lavoro Ferrari, ci ha tenuto a sottolineare che il team è guidato da uno Svizzero (Binotto) che coordina le idee degli italiani di Maranello.

Ogni tanto il vecchio dovrebbe ricordarsi che tanta della sua fama e fortuna la deve agli italiani...
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da 330tr » 11/04/2017, 14:49

Ah, se il nostro "ei fu" Niki fosse ancora tra noi nel forum...non oso immaginare la risposta!! :mrgreen: :lol: :whistle:
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da sundance76 » 04/08/2017, 8:41

SPIETATO CON SE' STESSO.
NIKI A LONG BEACH '77

“Siamo a Long Beach. Con una corsa pazzesca, riesco a compiere il giro più veloce in 1:21’’63, cinque centesimi di secondi più veloce di Andretti. Cercare di capire questo non avrebbe senso perché nessuno può esprimere in termini relativi cinque centesimi di secondo. Nonostante ciò, mi piace questa dimensione immateriale, irreale, connessa alla corsa: uno si libera di tutto e s’immerge in questo mondo caotico dove, con il raspare sui cordoli e il bloccarsi delle ruote, i confini si allargano e i punti di frenata si spostano. Per uno sforzo che non può propriamente essere valutato, si ottiene il controvalore in una dimensione che la mente non può abbracciare: cinque centesimi di secondo, auguri signor Lauda, lei ha fatto il tempo più veloce nelle prove! Cento bottiglie di champagne e la pole position.

A Long Beach, dunque, non avevo niente da obiettare riguardo la mia vettura: andava bene in quel giorno, con quel tempo e su quel circuito. Per la prima volta dopo l’incidente, avevo fatto il tempo più veloce nelle prove! Il giorno della corsa, sentii un’enorme tensione che non riuscivo veramente a spiegare.

Forse ero preoccupato per la pole position, dalla quale deriva sempre una certa responsabilità, cioè quella di fare la miglior partenza, di condurre la corsa e vincere.

Infatti, rovinai la partenza. La mia macchina si era trovata in una posizione così avanzata che dovevo torcere gli occhi per vedere il semaforo. Tutti quelli che erano dietro di me, avevano un angolo di visuale molto più giusto che consentiva loro di tener d’occhio sia il semaforo che il contagiri. Io potevo guardare soltanto o in alto o in basso e quando alzai lo sguardo e vidi il verde proprio in quel momento il numero di giri era bassissimo.

Il circuito di Long Beach è simile a quello di Monaco per quanto riguarda il sorpasso: senza la buona volontà di quello che ti precede, non hai quasi nessuna possibilità di passare. Commisi ancora uno sbaglio in questa corsa e forse fu ancora colpa della “pressure”. Si potrebbe tradurre “pressure” con cattiva forma, ma penso sinceramente di non essere in uno stato di cattiva forma, bensì in uno stato di emotività che mi pesa.

Ad ogni modo, non fu la mia giornata: cercai di rimediare alla brutta partenza, tagliando in curva la strada ad Andretti, ma frenai troppo violentemente: mi si bloccarono le ruote anteriori e mi ritrovai con le gomme dechappate. Quando succede questo, la gomma non è più rotonda al cento per cento e ne deriva un’equilibratura irregolare da cui risultano delle vibrazioni che si trasmettono a tutta la macchina, e soprattutto allo sterzo che sembra essere un martello pneumatico. Mi piazzai al secondo posto dopo Andretti e in Italia dovetti sentirmi dire che avevo rovinato la corsa; quella volta, però, era vero, avrei potuto correre meglio, avrei potuto vincere se non avessi commesso degli errori”.

http://imgur.com/a/RKPrs
"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.

https://www.youtube.com/watch?v=ygd67cDAmDI
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da Mclaren7C » 06/08/2017, 15:13

Jackie_83 ha scritto:Sia fatta l'Immanità dell'Immane Immanesimo, Amen! :clap: :clap: :clap:

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Che tipo!!! :lol: :lol: :lol:

Questa foto è stata scattata nel 1974 presso il circuito di Nivelles, in Belgio.
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da Mclaren7C » 06/08/2017, 15:17

Sulla base dell'articolo di sundance76, grazie. ;)

Un'immagine del gp di Long Beach in cui il pilota Ferrari è dietro a Scheckter con la Wolf e Andretti con la Lotus.
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da Migault » 09/10/2017, 9:05

Sono nuovo, quindi ciao a tutti, esordisco così a proposito di Lauda:


In 1975 Lauda really took control and Regazzoni struggled to keep up, although he did win again at Monza. It was only after he left Ferrari that Clay discovered one of the tricks that the Austrian had employed over their years together.

"At the time there were no radial tyres, and the tyres were made manually. There were many guys, and the tyres made today and tomorrow may be different. Every time I went out with my car it was pulling right or left — it would never go straight. Then they adjust with the pressures.

"Niki never had this problem. He had the possibility to look at all the tyres and chose those made by the same hand on the same day. So his car was always perfect! Goodyear had a good relationship with Ferrari, and Montezemolo gave Niki the opportunity to do this. If you look at the grid, nine times out of 10 he was in front of me."

Per vincere non basta solo tenere giù il pedale... ;)
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da sundance76 » 09/10/2017, 9:14

In effetti questa cosa Clay la dice anche in italiano nelle due versioni della sua autobiografia scritta con Cesare De Agostini.
"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.

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da 330tr » 09/10/2017, 12:12

Pure Prost nell'autobiografia racconta come per vie traverse riuscì a mettere le mani sulle vetture più performanti nelle formule propedeutiche..e in tal modo svettare. Trucchi del mestiere. La perfetta conoscenza e il desiderio che il proprio strumento di lavoro sia perfetto è a miglior vanto del campione..non il contrario!!
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da avvocato » 09/10/2017, 12:54

Regazzoni è un pò ingeneroso verso Lauda quando nella sua biografia palesa queste relazioni speciali che avrebbero consentito un utilizzo da parte dell'austriaco di gomme più competitive.
In verità Lauda era un migliore pilota rispetto a Regazzoni, il quale, e c'è da capirlo, non fu adeguatamente supportato dalla squadra nel finale di stagione 1974. Da qui il veleno di quelle righe, a metà tra il frustrato e l'invidioso.
Montezemolo avrebbe voluto campione a tutti i costi Lauda, il quale si rivelò da subito un grande pilota, al di là di ogni più rosea aspettativa, ma non ancora maturo per il mondiale 1974.
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da Migault » 09/10/2017, 14:11

330tr ha scritto:Pure Prost nell'autobiografia racconta come per vie traverse riuscì a mettere le mani sulle vetture più performanti nelle formule propedeutiche..e in tal modo svettare. Trucchi del mestiere. La perfetta conoscenza e il desiderio che il proprio strumento di lavoro sia perfetto è a miglior vanto del campione..non il contrario!!


Sfondi una porta aperta, almeno con me, sono un Laudiano/Stewartiano convinto!
Per molti aspetti si assomigliano ;)
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da Migault » 09/10/2017, 14:16

avvocato ha scritto:Regazzoni è un pò ingeneroso verso Lauda quando nella sua biografia palesa queste relazioni speciali che avrebbero consentito un utilizzo da parte dell'austriaco di gomme più competitive.
In verità Lauda era un migliore pilota rispetto a Regazzoni, il quale, e c'è da capirlo, non fu adeguatamente supportato dalla squadra nel finale di stagione 1974. Da qui il veleno di quelle righe, a metà tra il frustrato e l'invidioso.
Montezemolo avrebbe voluto campione a tutti i costi Lauda, il quale si rivelò da subito un grande pilota, al di là di ogni più rosea aspettativa, ma non ancora maturo per il mondiale 1974.


Ne parlai con Forghieri stesso una volta, a Montale, lo incontrai per caso di sabato in un bar mentre tramettevano le prove di Hockenheim di non so quale anno e mi disse quello che poi ha scritto nella sua autobiografia anni dopo. Certo che in quella trasferta di fine stagione 74 ne successero veramente di tutti i colori... :think:
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