10-2010 Il ritorno dell'uomo nero, Andretti

Discussioni ed approfondimenti sull'inserto di Autosprint curato da Mario Donnini

da Eagle » 24/12/2010, 9:40

Aggiungiamo il fatto che Andretti fece lo sviluppo delle Lotus ad effetto suolo 78 e 79, e questo dirà pure qualcosa sulle sue doti di pilota e collaudatore.
Peterson era si velocissimo e combattente, ma lo stesso Lauda in uno dei sui libri lo descrive come un pilota in grado di andare forte con tutto, ma non di migliorare la competitività della macchina, tramiite la messa a punto.
"mai attribuire alla malizia o alla malvagità quello che è già sufficientemente spiegato dalla semplice stupidità".
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da Niki » 24/12/2010, 10:48

Io non ho cercato di sminuire il nasone a favore di Peterson, avrà anche sviluppato la 78 e la 79, ma quando gli altri hanno recuperato lo svantaggio, nel 1979, è sparito nel nulla.
Ora, non credo che sarà stata solo colpa della macchina. Nel '79 vinse la T4 che non era neanche un'auto ad effetto suolo vero e proprio, almeno rispetto alle più competitive Ligier prima e Williams poi.
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da Racer Cek » 24/12/2010, 12:51

infatti mi trovo d'accordo con Niki,Marione ha vinto molto e dappertutto ma in F.1 ha convinto solo quando aveva auto al top.Poi ci sta che uno come lui che va forte un pò dappertutto in F.1 non sia un mostro....
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da groovestar » 24/12/2010, 13:26

Nelle parole di Mario si evince tutto:vengo nel tuo team allo sbando e do il 100%,ma voglio che lo facciate anche voi...ergo non c'è da stupirsi che Chapman pose lui come prima guida e,con forse un po' di "cattiveria" si riprese il figliol prodigo dopo l'abbandono del 1976,ma a condizione che facesse il secondo.
Peccato per il finale tragico,perchè fu un'annata che rilanciò 3 personaggi che erano dai in discesa.

Tuttavia Mario fece grandissime cose anche prima della Lotus e vinse in Ferrari in diverse categorie,come giustamente disse Ferrari,era difficile averlo in esclusiva e lontano dalle gare USA,cosa che fece solo per un breve periodo della sua vita;forse si fosse concentrato unicamente sulla F1 negli anni buoni (dal 68 al 72),avrebbe raccolto qualche cosa in più,ma unicamente per le statistiche...una leggenda come la sua travalica i titoli incamerati
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da duvel » 24/12/2010, 17:10

[quote="groovestar"]
Nelle parole di Mario si evince tutto:vengo nel tuo team allo sbando e do il 100%,ma voglio che lo facciate anche voi...ergo non c'è da stupirsi che Chapman pose lui come prima guida e,con forse un po' di "cattiveria" si riprese il figliol prodigo dopo l'abbandono del 1976,ma a condizione che facesse il secondo.
Peccato per il finale tragico,perchè fu un'annata che rilanciò 3 personaggi che erano dai in discesa.

Tuttavia Mario fece grandissime cose anche prima della Lotus e vinse in Ferrari in diverse categorie,come giustamente disse Ferrari,era difficile averlo in esclusiva e lontano dalle gare USA,cosa che fece solo per un breve periodo della sua vita;forse si fosse concentrato unicamente sulla F1 negli anni buoni (dal 68 al 72),avrebbe raccolto qualche cosa in più,ma unicamente per le statistiche...una leggenda come la sua travalica i titoli incamerati
[/quote]

un bel quotone
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da Norisring » 24/12/2010, 22:03

E' vero, soffrì molto questa sua dicotomia obbligata F1/mondo USA-....
Fosse stato per lui avrebbe disputato ''tutto'', penso.

Mitici erano i suoi tentativi (di Mario Piedone) di essere presente sia al GP monegasco sia alle qualifiche di Indy 500,spessissimo all'epoca concomitanti;tentativi ripetuti anche negli anni di un impegno pressochè assoluto con la F1 (non fu così nel 1978, però...).
calcoli perfetti di fusi orari, salti dal Concorde ad aerei privati di vari boss delle corse USA, trasvoli in elicottero da Nizza a Monaco, casini spettacolari con rari ritorni concreti....nel 1977 convinse anche Clay Regazzoni a fare 'sta vita che venne però sostituito dal buon Jackie Ickx per le prove decisive e la corsa stessa di Montecarlo, poichè il giovedì il meteo aveva impedito di raggiungere l'obiettivo d'un buon tempo in griglia all'elvetico.
''...chi e' stato Flavio Torello Baracchini? ...solo il più micidiale degli Assi dell'aviazione italica nel primo conflitto: Baracca abbattè 34 nemici in tre anni, Torello 31 in sei mesi di volo...''
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da Aviatore » 26/12/2010, 8:22

[quote="Niki"]
Io non ho cercato di sminuire il nasone a favore di Peterson, avrà anche sviluppato la 78 e la 79, ma quando gli altri hanno recuperato lo svantaggio, nel 1979, è sparito nel nulla.
Ora, non credo che sarà stata solo colpa della macchina. Nel '79 vinse la T4 che non era neanche un'auto ad effetto suolo vero e proprio, almeno rispetto alle più competitive Ligier prima e Williams poi.
[/quote]

Quoto ed aggiungo che il povero Depailler sviluppò l'Alfa nel 1980 molto di più e meglio di quanto la sviluppò Andretti successivamente. Ne evinco pertanto che il buon Mario non fosse nemmeno lontanamente paragonabile ai mostri sacri della F1 quanto a capacità di sviluppo dell'auto
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da pierosinger » 26/12/2010, 10:48

[quote="groovestar"]
Nelle parole di Mario si evince tutto:vengo nel tuo team allo sbando e do il 100%,ma voglio che lo facciate anche voi...ergo non c'è da stupirsi che Chapman pose lui come prima guida e,con forse un po' di "cattiveria" si riprese il figliol prodigo dopo l'abbandono del 1976,ma a condizione che facesse il secondo.
Peccato per il finale tragico,perchè fu un'annata che rilanciò 3 personaggi che erano dai in discesa.

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Concordo che in questa intervista le abbia sparate un pò grosse, riguardo al dscorso dell'effetto suolo.
Però non capisco perchè occorra criticarlo riguardo alla conquista del suo titolo mondiale e riguardo alle sue dichiarazioni sul rapporto con Peterson.
Quotando a pieno il pensiero di Groovestar aggiungo che ha 70 anni e da almeno 32 la gente gli rompe i maroni sul fatto che il suo titolo è stato vinto perchè aveva una macchina stellare e un compagno sottomesso blablablabla (che sono in gran parte *****...perchè la macchina l'ha sviluppata e testata lui e cmq il maggior numero di pole l'aveva fatto Mario) quindi qualche sassolino nella scarpa e qualche frecciata perchè è ormai stanco delle solite domande gliela concederei...
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da Eagle » 26/12/2010, 11:42

Aggiungo solamente una considerazione ovvia e banale: la storia del Campionato del mondo è piena di piloti che hanno vinto con la macchina migliore. E ci mancherebbe altro.
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da groovestar » 26/12/2010, 12:07

Bisogna ricordare che per Mario la F1,essendo americano,non era altro che un ulteriore scenario di corse e non un impegno forse totalizzante come per la maggiorparte dei piloti post 75...
Vinto anche in questa categoria penso che la voglia un po' scemò,anche se va detto che ciò che riuscì a fare a Monza nel 1982 fu davvero un ottimo risultato,dimostrando che anche a 42 anni era sempre il Piedone di sempre,su una vettura turbo che mai aveva visto.
Chissà poi come sarebbe stata la storia senza la morte di Peterson a Monza...
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da Baldi » 26/12/2010, 13:24

[quote=&quot;pierosinger&quot;]
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Concordo che in questa intervista le abbia sparate un pò grosse, riguardo al dscorso dell'effetto suolo.
Però non capisco perchè occorra criticarlo riguardo alla conquista del suo titolo mondiale e riguardo alle sue dichiarazioni sul rapporto con Peterson.
Quotando a pieno il pensiero di Groovestar aggiungo che ha 70 anni e da almeno 32 la gente gli rompe i maroni sul fatto che il suo titolo è stato vinto perchè aveva una macchina stellare e un compagno sottomesso blablablabla (che sono in gran parte *****ate...perchè la macchina l'ha sviluppata e testata lui e cmq il maggior numero di pole l'aveva fatto Mario) quindi qualche sassolino nella scarpa e qualche frecciata perchè è ormai stanco delle solite domande gliela concederei...
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da Norisring » 27/12/2010, 21:10

.....ritorno un attimo sui miei passi, non ''per smentirmi'' (eh, sarei veramente alla frutta!) ma per dire che se dobbiamo , come ho scritto, considerare un pò diminutivo per i piloti titolari Lotus l'exploit di Jarier in Nord America 1978,altrettanto dobbiamo valutare-con analogo criterio- come vero exploit la pole del Marione a Monza 1982.

E non per sminuire i piloti ferraristi (beh...) ma per ricordare che comunque (anche) in questo caso Mario fu molto, molto all'altezza.

Veniva da una disastrosa stagione 1981 in F1 con l'Alfa; la sua ultima vera stagione nel Circus.
Il rientro a Long Beach 1982 sulla Williams a corto di piloti titolari (con Jones ritirato e Reutemann in crisi d'identità, esito del finale stagionale 1981) non lo aveva visto brillante, e forse nemmen motivato.

Ma a Monza giunse motivato da pazzi: arrivò come ricordavano le cronache con la consueta Rolls Royce noleggiata da Achilli Motors, per mostrare ai suoi concittadini italiani dove era arrivato l'emigrante scacciato dalla politica post bellica su Pola, Istria, la costa dalmata; quindi si sedette su una F1 performante alla grande, certo:ma sfigata da pazzi, che era già costata-indirettamente- la vita a uno dei suoi piloti e le gambe e le corse all'altro: spiazzò tutti con la pole.
Mario,un grande, comunque.

 
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