34-2007 Chapeau Didier - La storia di Pironi

Discussioni ed approfondimenti sull'inserto di Autosprint curato da Mario Donnini

da sundance76 » 03/08/2007, 20:35

IL 23 agosto 1987 Didier Pironi, ex pilota di Formula 1, moriva in un incidente nautico, nelle acque dell'isola di Wight, mentre correva una gara del Mondiale Offshore. Aveva 35 anni.

Al di là delle simpatie e antipatie che poteva suscitare, voglio ricordare brevemente la sua carriera, liberandoci un attimo dall'influenza che la morte del nostro grande Gilles può aver avuto nel giudizio su questo pilota.

Pironi, parigino di buona famiglia, come lascia intendere il cognome è di origini italiane, più precisamente friulane. Il padre divenne molto ricco facendo l'imprenditore edile. Didier cominciò la sua carriera nel '73 con le varie formule promozionali appoggiate in grande stile da Elf e Renault, che porteranno a fine anni '70 e inizio anni '80 ad avere in F1 una colonia di piloti francesi molto numerosa.
Dopo qualche anno salì in F2 come compagno di Arnoux nel team di Tico Martini e nel '77 vince a Estoril, ma soprattutto vince il GP di Monaco di F3.
Ken Tyrrell gli apre le porte del suo team e così Pironi debutta in F1 nel '78, ottenendo alcuni piazzamenti e 7 punti alla fine del mondiale.

Nel '79 ottiene 14 punti con due terzi posti in Belgio e al Glen.

Nel 1980 passa alla Ligier a fianco di Laffite. In Belgio parte in prima fila, al via brucia Jones e conduce fino alla fine: è la sua prima vittoria. Alla gara successiva a Monaco fa la pole-position, 54 giri in testa; d'improvviso la macchina sbanda, si saprà poi che è uscita la terza marcia, Didier non riesce a impedire l'impatto con le barriere. A fine anno è buon quinto nel mondiale con 32 punti.
Enzo Ferrari lo nota ammirando in TV "certi suoi accaniti inseguimenti e certe sue tenaci difese: un vero combattente di razza", e lo assume per il 1981 in luogo del rinunciatario Scheckter e a fianco di Villeneuve.

L'81 è un anno difficile per la Ferrari che sta sviluppando il turbo, Gilles ottiene due vittorie "impossibili" a Monaco e in Spagna, mentre Didier ottiene solo alcuni piazzamenti a punti, per un totale di 9 punti.

Nel 1982 la Ferrari è finalmente competitiva, al quarto GP c'è il fattaccio e la contestata vittoria di Imola di Didier ai danni di Gilles ( ne abbiamo parlato tante volte, ora sorvolo ). E poi a Zolder Villeneuve muore, la Ferrari ritira la squadra. A Monaco Pironi è secondo in un finale pirotecnico, a Detroit è terzo. Poi in Canada è in pole, ma al via rimane piantato e il quasi debuttante Paletti si schianta contro la Ferrari riportando ferite mortali.
Dopo un mese c'è l'Olanda, e la Ferrari di Didier domina, portandosi a un solo punto dal capoclassifica Watson. Successivamente a Brands Hatch, Didier è secondo e va in testa al campionato, mentre il suo compagno Tambay, che sostituisce Gilles, è terzo. La Ferrari è ormai affidabile ed è mediamente più che competitiva su tutti i circuiti.
Al Castellet per il GP di Francia, Pironi si può permettere di amministrare e arriva terzo dopo le due Renault, Tambay è quarto.

Adesso Pironi ha 39 punti, Watson è fermo a 30, Prost a 25, Lauda a 24, Rosberg 23, Patrese 19 e Piquet solo 17.
Prost, Patrese e Piquet hanno il turbo, ma hanno auto ancora inaffidabili. Watson, Lauda e Rosberg hanno auto con buoni telai, ma non hanno il turbo. Il mondiale sembra ormai pendere verso la Ferrari e Didier Pironi.

A Hockenheim, Pironi il venerdì fa la pole-position. Il sabato piove, la pole è sua, di mattina esce per provare le gomme da bagnato, ma all'ingresso del Motodrome c'è Daly davanti a lui, il quale si sposta, ma non per far passare Pironi, come Didier pensa, bensì perchè davanti a Daly c'è la Renault di Prost. Pironi tampona Prost e la dinamica è tragicamente simile all'incidente di Zolder. Ci vorranno ben 52 operazioni per salvare le gambe di Didier e ridargli una vita quasi normale.
A fine '82, nonostante 6 gare saltate, è vicecampione a soli 5 punti da Rosberg ( 44 a 39 ).
La F1 è un capitolo chiuso, nonostante la sua speranza di tornare. Si dedica quindi al mondiale offshore, con la stessa passione di quando correva in F1, ma il 23 agosto 1987 un'onda lasciata dalla scia di una petroliera gli sarà fatale.
La sua ultima compagna era incinta e darà poi alla luce due gemelli a cui darà il nome di Gilles e Didier.

Di modi naturalmente gentili, Pironi poteva sembrare freddo e distaccato, ma non lo era. Enzo Ferrari lo conferma: "Arrivato a Maranello nel 1981, si guadagnò la simpatia e la stima di tutti non solo per le sue doti sportive, ma anche per il suo modo di fare riservato e allo stesso tempo comunicativo". Quanto alle doti di guida, Ferrari lo paragona al campione del mondo 1961: "Come Phil Hill, amava le alte velocità e, come pochi, era a suo agio nei curvoni ad ampio raggio dove bisogna tenere giù il piede".
Ultima modifica di sundance76 il 26/04/2011, 16:56, modificato 1 volta in totale.
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da Mclaren7C » 04/08/2007, 11:57

Allego una bella immagine del gp del Canada 1981, che ritrae i due piloti della Ferrari. Sundance76 mi complimento con te per la tua rivisitazione storica del pilota francese.

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da sundance76 » 04/08/2007, 19:38

Grazie mille, McLaren7c.
Ecco un tributo a Didier che si conclude sulle immagini della sua vittoria a Zandvoort nel GP Olanda '82:

http://www.youtube.com/watch?v=TwPjf3Ah3lE
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da sundance76 » 23/08/2007, 8:05

Solo poche parole per ricordare che oggi 23 agosto sono esattamente 20 anni dalla morte di Pironi.
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da mpgilles27 » 23/08/2007, 8:52

un buon pilota...ma anche la sua celebrità vive di riflesso grazie ad un altro Mito...
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da Powerslide » 23/08/2007, 12:26

[quote=""mpgilles27""]un buon pilota...ma anche la sua celebrità vive di riflesso grazie ad un altro Mito...[/quote]

Credo un ottimo pilota, forse non abbastanza rimpianto proprio per lo sgarbo fatto ad Imola. Che poi sia stata tutta "colpa" sua è da dimostrare: certamente la lunga mano di Monsignor Piccinini ha avuto il suo peso.

RIP Didì
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da DanieleSkywalker » 23/08/2007, 12:42

Uhm...su Imola '82 è stato detto tanto, magari Pironì ha sfruttato una cattiva gestione della squadra consapevolmente, ma non si è detto spesso qui dentro che un pilota non dovrebbe mai fare il secondo di un altro e lottare sempre per la vittoria??

Comunque a parte ciò, non mi trovo d'accordo con quanti dicono che Pironi fu la causa, anche se indiretta, della morte di Villeneuve.

Il canadese poteva essere ***** quanto si vuole, però mi pare che quell'incidente se lo sia cercato, non è vero che è avvenuto nel giro di rientro???
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da Powerslide » 23/08/2007, 13:11

[quote=""DanieleSkywalker""]Uhm...su Imola '82 è stato detto tanto, magari Pironì ha sfruttato una cattiva gestione della squadra consapevolmente, ma non si è detto spesso qui dentro che un pilota non dovrebbe mai fare il secondo di un altro e lottare sempre per la vittoria??

Comunque a parte ciò, non mi trovo d'accordo con quanti dicono che Pironi fu la causa, anche se indiretta, della morte di Villeneuve.

Il canadese poteva essere ***** quanto si vuole, però mi pare che quell'incidente se lo sia cercato, non è vero che è avvenuto nel giro di rientro???[/quote]

Quoto. Però Forghieri mi ha detto che non era il giro di rientro, come spesso si è scritto, ma un tentativo impossibile fatto con gomme già usate. Cambia poco, ma serve a far la differenza tra uno sciocco ed uno che non si arrendeva mai.
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da sundance76 » 23/08/2007, 13:28

In effetti, si sa che una certa parte della squadra, con in testa Piccinini, era "fredda" verso Gilles e "teneva" per Pironi. L'ambiguità del box in quella occasione ebbe una parte rilevante nella vicenda.
Il fatto che Gilles sia morto subito dopo, secondo me è solo una tragica e sfortunata coincidenza. L'episodio con Mass era proprio avvenuto nel giro di rientro, lo stesso Forghieri lo ricorda e dice che Gilles spesso andava al massimo anche nei giri di rallentamento, era nel suo carattere andare forte e dare sempre il massimo.

Non per questo si deve arrivare a demonizzare Pironi, fu un insieme di circostanze sfortunate. Ricordiamo che in quegli anni queste cose tra compagni di Team erano all'ordine del giorno, come in Brasile '81 tra Reutemann e Jones in Williams, o in Francia '82 tra Prost e Arnoux.

La Ferrari avrebbe ragionevolmente vinto il titolo quell'anno, con Gilles ma anche con Pironi. Se quell'8 agosto non ci fosse stato quel nubifragio...
Non dimentichiamo che Hockenheim, Zeltweg, Digione e Monza erano tutti circuiti "da turbo", quindi favorevoli alla Ferrari 126 C2 e anche a Pironi, il quale non dimentichiamo che era un pilota che prediligeva i circuiti veloci.
Era un titolo da vincere in carrozza.

Ho letto su AS in "Cuore da Corsa" che Enzo Ferrari aveva soprannominato Pironi col nomignolo di "Didì", che non era solo il diminutivo ma anche il soprannome del Conte Carlo Felice Trossi, ottimo pilota e Presidente della Scuderia Ferrari negli anni '30, persona raffinata e di buone maniere. Pironi, con la sua cultura e i suoi modi, per Ferrari era simile a Trossi.
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da sundance76 » 23/08/2007, 13:36

Uhm, c'è quindi una certa discordanza sulle versioni date da Forghieri. In una intervista a "Sfide" dedicata a Gilles del 2004 e in un fascicolo dal titolo "Gilles vivo 20 anni dopo" del 2002, Forghieri diceva che era il giro di rientro....
Ma Powerslide ha parlato proprio con Forghieri, quindi non so che dire...
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da Powerslide » 23/08/2007, 14:11

Forse neppure Furia ricorda esattamente se quello fosse il giro di rientro o meno. Come dice lui stesso:".... a volte la memoria falla."

Di certo quanto parla di quell'episodio, non è completamente lucido. In un'intervista di un paio di mesi fa ha sostenuto che l'auto aveva resistito perfettamente all'impatto :?: e che solo :?: :!: per il distacco delle cinture dalla scocca, l'esito era stato funesto :?

Mi costa molto dire questo di Forghieri che per me rimane un genio ed un esempio.
Ma nessuno è perfetto ........
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da DanieleSkywalker » 23/08/2007, 14:26

[quote=""Powerslide""] In un'intervista di un paio di mesi fa ha sostenuto che l'auto aveva resistito perfettamente all'impatto :?: e che solo :?: :!: per il distacco delle cinture dalla scocca, l'esito era stato funesto :?

Mi costa molto dire questo di Forghieri che per me rimane un genio ed un esempio.
Ma nessuno è perfetto ........[/quote]

Non so a quale intervista ti riferisci, però nello speciale di Autosprint uscito a Maggio vengono attribuite a Forghieri queste parole:

" Vidi che Gilles aveva realizzato un crono molto buono, ma non al top, quindi gli esposi il cartello con su scritto "box". Fu l'ultima volta che lo vidi vivo. Poi il grande dispiacere della sua fine. Lui non è morto perchè il cockpit ha ceduto, ma solo perchè si strapparono gli attacchi delle cinture."

Forse da qui l'equivoco del giro di rientro: Forghieri l'aveva richiamato ai box ma probabilmente il canadese stava facendo un altro tentativo.

Inoltre almeno in questa intervista l'ingegnere modenese non nega il fatto che il cockpit si fosse rotto, ma che la vera causa della morte del canadese è da attribuire alla rottura delle cinture (o degli attacchi).

Difficile da dire..però anche la Ferrari di Pironì si disintegrò all'avantreno, ma seppur molto ferito il francese sopravvisse.
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da panzerfaust » 23/08/2007, 15:04

Salve a tutti, sono felice di aver trovato questo sito popolato di appassionati competenti;

per quanto riguarda Pironi, da quello che ho potuto leggere (non lo ho mai visto correre), era un pilota che nel 1982 era probabilmente maturato al punto di giocarsi un mondiale, e penso che fino al 1986 sarebbe stato competitivo.

Secondo me Villeneuve era velocisticamente superiore, ma forse meno concreto sulla distanza, ho sempre ritenuto un pò troppo esagerata la sua reazione a imola 82.

L'incidente in germania di Pironi fu simile a quello di Villeneuve, tra l'altro ci mancò poco che le cinture cedessero (un attacco cedette), mi pare però che precedentemente la ferrari avesse rinforzato l'avantreno dopo l'incidente di Villeneuve, forse questo a qualcosa servì.....
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da Powerslide » 23/08/2007, 15:17

@ Daniele
L'intervista è quella. Ora la frase "Lui non è morto perchè il cockpit ha ceduto" la si può interdere sia come fai tu con un ammissione di cedimento (e probabilmente hai ragione), sia come era parso a me, spostando il "non": Lui è morto non perchè il cockpit ha ceduto.."

Ma non è questo l'importante, la scocca era lì da vedere e Piquet, per quello che possono valere le sue opinioni (diceva anche che Senna era un finocchio), fu molto severo in merito alla sicurezza delle Ferrari, asserendo che non ci avrebbe mai corso perchè teneva alla propria pelle.
La verità è che a Maranello ci si arrangiava ancora col solito telalio in alluminio rivettato e tanto di più non si poteva ottenere.
Ciò non toglie che gli attacchi delle cinture mai avrebbero dovuto strapparsi dalla scocca!

L'incidente di Pironi fu molto diverso. Dopo l'impatto col retroteno di Prost, in cui si distrusse fino alla prima centina, ma disperdendo così molta parte dell'energia cinetica, volò in aria e ricadde sulla pista senza avere altri picchi di decelerazione.
La macchina di Gilles invece decollò sulla ruota di Mass, fece un loop all'indietro e si piantò di muso sul terreno, senza aver disperso quasi nulla della sua energia. Fu in quel momento che con ogni probabilità avvenne la frattura delle vertebre cervicali e non come molti vogliono credere col l'impatto contro il palo della rete di recinzione. Per potersi sfilare il casco, che aveva come tutti ricordano una chiusura molto particolare, la testa doveva già essere "basculante" e poter assumere una posizione ad angolo piatto rispetto al busto. Se questa cruda esposizione della lesione, riferitami da un chirurgo specializzato in traumi da impatto, fosse vera, neppure le cinture avrebbero potuto salvarlo.
Ciò non toglie che le piastre di attacco furono immediatamente modificate.
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da JochenRindt » 23/08/2007, 16:14

Quel giorno a Hockeneim c'era davvero da farsi venire i brividi. La parte anteriore della 126 C2 era completamente sbriciolata e Pironi aveva gli arti esposti in un groviglio di lamiere contorte tanto che Piquet trovatosi sul luogo dell'incidente dovette andarsene perchè stava dando di stomaco per come si presentava Pironi in quel momento (alla faccia che Senna era un finocchio) Le vetture dei primi anni 80 tranne la McLaren mp4 di Barnard avevano tutte una struttura con telaio in traliccio di tubi e pannelli in alluminio. la posizione di guida era molto avanzata e quindi esponeva gli arti a rischi elevati in caso di impatto violento.
"Io un uomo fortunato? Non lo credo,ma se di fortuna si tratta,speriamo che duri"
Jochen Rindt (1970)
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