Dal nostro inviato (nel futuro)

Discussioni di carattere generale sul sito, news, eventi etc.

da luigi_1111 » 25/03/2014, 13:24

Ho terminato gli aggettivi..

:clap: :clap: :clap:
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luigi_1111
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da 330tr » 26/03/2014, 9:37

Perché le cose non vanno mai come vuoi tu /anzi è più facile cambino ancora di più
Daniele Silvestri, Le strade di Francia, Il Dado, 1996

Imprevisto - Vocabolario on line Treccani.it
imprevisto agg. e s. m. [comp. di in-2 e previsto, part. pass. di prevedere]. –
1. agg. Non previsto, che giunge quindi inaspettato o di sorpresa


Parte 2.

Più che un rombo fu un'esplosione rabbiosa. I bolidi divennero subito proiettili sparati lungo il rettilineo e si sublimarono in follia rumorecolorecaloreodoreluceveloce sconosciuta anche ai Futuristi; in un attimo le macchine sparirono alla vista delle tribune, imboccando la Curva Grande.
Dagli spalti sul rettifilo il colpo d'occhio era maestoso, tutti in piedi a cercare di penetrare con lo sguardo oltre gli alberi del parco, al di là dell'orizzonte.
Subito si sparsero le voci, più veloci dei motori: la Cisitalia ha preso il comando, è in testa. Il fremito d'attesa della folla durò poco. Passati due minuti e spiccioli eccoli di ritorno: la terribile 360 disegnata dal genio tedesco davvero davanti! Poche volte fu udito un urlo così possente, da coprire quasi il frastuono violento deformato dall'effetto doppler. In un istante erano spariti di nuovo, e ancora le voci prendevano il sopravvento: Cisitalia, Alfa, Alfa, Ferrari, Alfa..si ma chi? Chi?? Dicono Rosemeyer dietro a un'incollatura, Fangio poi... Ripassano. Guarda! Ce la fa, sta staccando le Alfa..ora il gruppone è più allungato, ultima una vettura blu che borbotta..lo spettatore crudele ghigna. Hai visto? Era l'Ascari quello, ci da' dentro, eh? Ripassano. Sempre primo! Sta per tentare la fuga...ma cosa vuole fare? Così sforza troppo il motore..deve rallentare! Se va così non dura dieci giri, te lo dico io! Risparmiare il motore? In un circuito dove il pedale del gas deve rimanere incollato alla pedana per buona parte del tempo? Non si fa nemmeno in tempo a bisticciare col vicino di posto, che il rombo dei motori si ripresenta crescente..rieccoli! Vuole staccare tutti! E Ascari? E' lì, terzo!! Caspita, va questa nuova Ferrari vero? E siamo già al decimo giro; eccolo, in tutta la sua splendida solitudine, mentre dietro gli altri tre pretendenti la vittoria anziché tirarsi la scia sembrano ostacolarsi, rallentarsi, scambiandosi posizione più volte..un altro boato quando Ascari passa secondo, e allunga! Un nuovo idolo ormai è nato, urlando tutta la sua voglia di vivere e vincere. Ma la Ferrari quattro litri e mezzo aspirata è ancora fragile, e il pilota sarà costretto a fermarsi e cambiare vettura, scivolando indietro, e perdendo tempo prezioso.
Tempo.
Tutto si cristallizza, il fermento delle prime fasi di gara si coagula in una rumorosa e praticamente bicolore processione rosso/azzurra, sempre uguale a sé stessa. Poche emozioni, ancora..fermate per rifornimenti, ma poco cambia. Wimille, mai in palla, è costretto al ritiro, rinunciando alla sua chance mondiale. Ma il fatto viene completamente ignorato.
Ora siamo a pochi giri dal termine. La corsa ormai sembra esaurirsi, il popolo stregato e appagato non ha occhi che per quel folle volo, per la splendida solitudine del campione, dell'uomo solo al comando; aspetta solo la naturale conclusione della storia, il meritato trionfo a suggello di una vita intera..quand'ecco...ecco...aspetta...ma...cos'è quel fumo? Ma dai..non può essere...dimmi che non è vero

Un automa. Sfiorare il ciglio, raddrizzare, accelerare, frizione. Controsterzo. La 360 Cisitalia Grand Prix strazia i polsi, spella le mani, mostruoso cavallo imbizzarrito le prova tutte per atterrare il proprio fantino, ridotto ad una ossuta maschera di sudore, senza pensieri, solo automatiche azioni calibrate al millimetro, giro dopo giro.
Colpi.
Ma porca...eccolo, eccolo ancora...la potenza va e viene, a strattoni...no...ancora pochi giri...non mi lasciare, non adesso brutta str...
Il vento contro l'orecchio mi stordisce quasi quando mi volto per guardare indietro, a vedere quel fumetto azzurro che scappa via a velocità inaudite..sta perdendo il suo fluido vitale, la macchina di ferro e fiamme borbotta sempre più..mi sta abbandonando...è finita...alzo il piede, cercando almeno di terminare questo giro. Gli altri sono lontanissimi...avessi tirato a morte li avrei staccati di 3 giri, sarei già sul traguardo...ma che vado a pensare...di nuovo queste lacrime maledette ad appannare gli occhiali...

Una litania di improperi scorse nella mente dell'uomo di porcellana, maschera impassibile, ma fragile e già lesionata da centinaia di crepe solo dall'esterno invisibili. Fu allora che si accorse dell'improvviso silenzio. La folla era annichilita. le bandiere e le mani della gente si erano ammainate. Solo migliaia di occhi lucidi ad accompagnare quell'ultimo giro, in un moto d'animo che assomigliava ormai sempre più ad un corteo funebre. Ora persino il motore era ammutolito, e la vettura in folle continuò la sua corsa lungo il rettilineo di ritorno, dietro ai box. L'ultima doppia curva. Ancora in testa. E' finita, pensò, mentre appena sul dritto lo superò velocissima l'urlante Alfa rossa del già canuto quarantenne tedesco.
Lo dovettero estrarre a forza dalla vettura, e con facilità stupefacente, il meccanico lo prese tra le braccia, portandolo a corpo morto lontano dagli occhi arrossati ma sempre affamati del mondo intero.
Era destino, il campione era stato beffardamente sconfitto, ancora, dopo le sue ultime struggenti Mille Miglia; ma, in un futuro molto lontano, si continuerà a tramandare la leggenda di queste sue ultime disperate corse al pari delle sue imprese più grandi.

Fu così, in quel giorno permeato di enormi emozioni, che l'inossidabile Bernd Rosemeyer vinse il suo primo Campionato del Mondo, precedendo Fangio e Wimille.
La Cisitalia svenderà tutto il materiale ad un imprenditore statunitense, che farà fortuna vincendo con la stessa vettura, ma motorizzata finalmente con un propulsore più docile, robusto e affidabile, quattro 500 miglia di Indianapolis consecutive, imponendo così definitivamente al mondo delle corse l'uso del motore posteriore centrale.

Il nostro campione morirà pochi mesi dopo, stremato dalla malattia, ma ancor più dalla sua ultima, infruttuosa, titanica fatica.
Sotto il suo monumento un epitaffio sbiadito reca scritto: "Ad eterno ricordo del più grande corridore che la storia ci abbia donato. Al più funambolico pilota del passato, presente e futuro, al compianto algerino naturalizzato italiano, ad eterno ricordo di Guy Moll, 1910-1950."
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da sundance76 » 26/03/2014, 11:54

Colpo di scena finale :clap:
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da Uitko » 26/03/2014, 13:35

Senza parole...bravo!

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da Powerslide » 26/03/2014, 14:44

E già, si cambia un evento e tutto ciò che segue cambia: infinite possibili strade, ognuna con la stessa probabilità di divenire storia o di restare ipotesi per sempre.

In quella, struggente, di 330tr, due campioni, quasi coetanei, evitano la vecchia con la falce che li attendeva ai bordi dei rispettivi rettifili e si ritrovano quarantenni, scampati ai tanti pericoli e alla guerra, a sfidarsi un'ultima volta. E sono circondati da quell'atmosfera "da bere" ormai per sempre scomparsa nel pubblico che diserta le piste.
Uno vince, ma l'altro non perde, proprio grazie alla folla entusiasta che l'accompagna nell'ultima cavalcata.
E non perde neppure la Cisitalia e forse anche la sua storia sarebbe cambiata.
Il suo 12 boxer sovralimentato di un litro e mezzo non era affatto male, necessitava solo di un poco più di sviluppo. Avrebbe detto la sua sia in F1 che ad Indy.

Bravo 330tr :clap: ma non fidarti degli americani che in fatto di motori non hanno mai capito nulla fuorchè di pollici cubici :D
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da 330tr » 26/03/2014, 15:46

Grazie! In quanto alla vettura, sono affascinato dalla creazione di Porsche, era almeno 20 anni avanti!! E ovviamente sono convinto che con un'adeguata messa a punto non ce ne sarebbe stata per nessuno...il motore è orrendo solo in QUEL passato, credo che quello di QUESTO fosse ben diverso! Ma vederla correre è possibile solo prendendo a prestito la DeLorean e combinando qualche guaio nel passato, o in qualche pallido (per il tempo e per l'uso fattone..) filmato come questo

https://www.youtube.com/watch?v=Ymq2ZAskU3A

In quanto agli Ammericani...capisco il punto di vista Immagine, ma sono convinto che gli "oltreoceani" fossero tutt'altro che sprovveduti, anzi, progettassero all'epoca in maniera eccelsa per le esigenze richieste dal catino (una curva a sinistra e un rettilineo, di certo non il massimo della difficoltà!)..
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da chicco67 » 01/04/2014, 17:43

Racconti bellissimi. Grazie :-)

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da Powerslide » 09/04/2014, 11:01

Gozzi bussò e contemporaneamente socchiuse la porta affacciandosi. La sagoma del capo del Capo si stagliava come al solito contro la finestra strategicamente posta alle spalle della scrivania.
Attese i consueti tre attimi poi la voce disse:
- Buongiorno Gozzi, entri.
- Buongiorno Ferrari, disturbo?
- Dica.
Gozzi entrò, richiuse la porta e si fermò in piedi a un buon metro di distanza. Quando faceva così non portava mai buone notizie e Ferrari lo sapeva e si preparò con un leggero e veloce sospiro. Alzò lo sguardo, si toccò la stanghetta degli occhiali e attese che il fido collaboratore parlasse.
- E' arrivato un telex dalla Federazione ....... - leggera esitazione perchè l'altro focalizzasse.
- .... dicono che la GTO è troppo veloce ..... - altra breve pausa.
- ci chiedono di mettere una flangia all'aspirazione per diminuire le prestazioni e bilanciarle con quelle degli altri concorrenti.
Restò in silenzio e in attesa, oscillando il peso da una gamba all'altra.
L'uomo dietro la scrivania che aveva ascoltato in silenzio richiuse la stilografica con gesti molto lenti, soffiò sul foglio appena scritto per asciugare l'inchiostro violetto e lo appoggiò di lato. Appoggiò anche la penna avendo cura di scegliere una posizione piuttosto decentrata.
- E poi ? - aggiunse sapendo che il peggio doveva ancora venire.
- Hanno chiesto quali cilindrate useremo per i prototipi della prossima stagione per comunicarci le dimensioni della flangia per ognuna.
Seguì un silenzio opprimente.
- L'hanno chiamata équilibre des performances - aggiunse in tono conclusivo.
Ferrari era ancora immobile, ma l'incarnato acquistava colore secondo dopo secondo.
Gozzi sapeva che sarebbe accaduto, sapeva che il pugno sarebbe arrivato sulla scrivania. Fortissimo, violento da sollevare tutti gli oggetti che vi erano sopra. Sapeva che l'uomo si sarebbe alzato di scatto urlando e che la poltrona sarebbe stata catapultata a muro.
E invece nulla. Ferrari scuoteva leggermente il capo con l'aria di chi non capiva. Nel dubbio Gozzi aggiunse:
- Vado a prendere il telex, l'ho dimenticato nel mio ufficio.
- Lo dia a Forghieri e gli dica di venire subito da me.
Gozzi si allontanò mentre Ferrari sollevò il telefono, fece scivolare il dito sul pulsante dell'interno in basso a sinistra:
- Olga, se ho qualche appuntamento per oggi lo annulli e poi venga qui.
Forghieri bussò ed entrò. In mano aveva il foglio battuto dalla telescrivente e Ferrari non potè far ammeno di notare che era bordato in rosso violaceo: la copia.
- Ventotto, questi sono scemi. - disse l'ingegnere stringendo nervosamente le mani.
- E quindi ?
- E quindi sarà già tanto se arriverà a 250 cavalli e 25 chilogrammetri.
- Puoi fare una prova?
- Certo che posso, il tempo di fare un polmone con la flangia. Massimo domani e ti dico.
Si erano parlati in stretto modenese dandosi del tu come sempre accadeva quando erano soli, per poi tornare a darsi del lei in presenza di qualsiasi altra persona.
Ferrari fece segno di passargli il telex e cominciò a leggerlo.
Bussarono alla porta e dopo l'avanti entrò Olga, la gonna nera appena sotto il ginocchio che le fasciava i fianchi ed un piccolo spacco sul lato destro. Si voltò per chiudere e Ferrari per un attimo distolse i pensieri dalla flangia.
La guardò in attesa di una risposta.
- No, non aveva appuntamenti per oggi. - disse lei, un sorriso sulle labbra e lo sguardo serio.
- Forghieri, veda di averlo per stasera quel dato.
Lui fece sì con la testa ed uscì. Non si era ancora chiusa la porta che lo si sentì chiaramente smadonnare in modenese contro quelli di Parigi.
- Olga, mi porti cortesemente la lista delle 250 GTO che abbiamo consegnato ad oggi e a chi.
Quando il Vecchio parlava in modo troppo calmo e gentile c'era aria di tempesta e la segretaria lo capì al volo. Anzi lo aveva capito da quando Gozzi era passato davanti al suo ufficio bofonchiando qualcosa circa la GTO e si era premunita.
- Ho appena registrato la consegna della ventitreesima. - disse aprendo la cartelletta che teneva tra le mani. Diede una scorsa veloce ed aggiunse: - Ecco, il 17 dicembre 1962, ieri insomma, telaio 4115 acquistata da Hermann Cordes di Deelsen in Germania.
- Bene, si procuri nomi e contatti degli altri ventidue e faccia lo stesso per quelli che hanno ordini confermati ma non ancora evasi. Quanto le occorre ?
- Al massimo un'ora. - fece lei
- Grazie Olga, vada pure.
La segretaria si voltò, ma non accennò affatto ad ancheggiare, nè il Vecchio se ne sarebbe accorto.
Si alzò e si volse verso la finestra. La notte aveva gelato e una leggera brina imbiancava ancora il cortile. Dove erano passate le sue macchine erano rimasti i segni: belli, grandi, massicci proprio come le auto che li avevano lasciati.
Lo sguardo passò veloce sull'armadio a vetri che conteneva decine e decine di pezzi in metallo: alcuni anneriti, altri piegati, altri ancora che sembravano integri.
Poi si sedette e senti rabbia e tristezza montare simultaneamente dentro di sè.
Prese un foglio bianco e cominciò a scrivere. Dopo una mezz'ora aveva finito e rilesse un paio di volte.
Cercò Gozzi al suo interno, ma non ebbe risposta. Chiamò allora il centralino e disse di cercarlo e mandarlo da lui.
Arrivò dopo circa cinque minuti, un poco rosso e affannato come se avesse corso.
- Ero con Forghieri per vedere cosa si possa fare. - disse per giustificarsi.
- L'ho scritta in italiano, non avevo voglia di sforzarmi col mio francese ma lei lo conosce benissimo, quindi legga, traduca ed invii.
Gozzi cominciò a leggere in silenzio, ma Ferrari l'interruppe:
- Legga a voce alta per favore, voglio sentire come suona.

Spett. Federazione ecc. ecc.

Alla personale attenzione del conte Hadelin de Liedekerke Beaufort

Ci è stata appena consegnata la vostra richiesta di flangiare la 250 GTO attuale detentrice del titolo mondiale e gli altri prototipi che andremo a produrre per la prossima stagione.
Abbiamo speso in nome del progresso tutta la nostra vita per costruire vetture belle, potenti e veloci.
Abbiamo partecipato a centinaia di competizioni per migliorarle, per renderle tanto resistenti e veloci da battere tutti coloro che avessero voluto sfidarle.
Ora voi ci chiedete d'impegnare le nostre forze e le nostre competenze per renderle più lente e vulnerabili in nome di un equilibrio delle prestazioni che stentiamo a comprendere chi e come possa averlo concepito.
Sacrificare lo Sport allo spettacolo è una pratica contronatura che certamente non accetteremo mai e della quale dovreste provare solo vergogna.
Ritiriamo quindi con effetto immediato tutte le nostre vetture da qualsiasi campionato o evento abbia a svolgersi sotto la vostra egida e faremo in modo che lo stesso avvenga per tutte le vetture recanti in nostro marchio, siano esse in comodato d'uso o già cedute a privati o Scuderie.
Questa nostra decisione verrà resa di pubblico dominio tramite una conferenza stampa che convocheremo per venerdì 21 p.v.

p. S.E.F.A.C.
f/to Enzo Ferrari


- Ho chiesto ad Olga di preparare una lista di quelli che hanno già avuto in consegna una GTO e di quelli che la stanno ancora aspettando. Li contatti e dica che ne vogliamo l'immediata restituzione.
- Ma con quale scusa?
- Ne inventi una, lei è bravo in queste cose! Se necessario dica cha la Federazione vuole ritirare l'omologazione perchè non siamo stati in grado di costruirne il numero minimo! - la voce del Vecchio saliva di tono.
- Per i soldi da restituire come facciamo? - bisbigliò Gozzi - Siamo a Natale, ci sono anche le tredicesime .....
- Equilibre des performances!!!! Se lo mettano in culo l'équilibre des performances!!! - gridò Ferrari con tutto il fiato che aveva in gola.
E il pugno arrivò. Forte da far sobbalzare gli oggetti sulla scrivania, forte da sollevare anche il pesante telefono in nera bachelite. Forte che vacillò anche il Cavallino bronzeo col piedistallo d'onice che quel giorno fu veranebte vicino a cadere.
Tanto forte che Ferrari provò dolore alla mano.

Sentì una sensazione umida e calda sul viso e confusamente pensò che potessero essere lacrime.
Aprì gli occhi, ma la vista era sfocata.
- Commendatore, commendatore - fece una voce alla sua destra.
Ferrari si sforzò di mettere a fuoco e realizzò di essere senza gli occhiali. Con gesto automatico li cercò nel taschino della giacca a quadretti e li inforcò.
- Commendatore - ripetè la vove - credo si sia assopito. Forse il panno caldo ....
Si sentì avvolto da odori che conosceva bene e in quel momento si rese conto di essere sulla poltrona del barbiere. Il suo fido barbiere da cui si recava tutte le mattine prima di andare in fabbrica. Barba e panni caldi sul viso.
- Sì, è vero, mi ero appisolato. E ho avuto anche il tempo di vivere un incubo! - disse ridendo e riprendendo la sua consueta verve.
- Un incubo?
- Antonio, non sto neppure a raccontarglielo, non ci crederebbe. Non accadrà mai!
Ultima modifica di Powerslide il 09/04/2014, 16:07, modificato 1 volta in totale.
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da 330tr » 09/04/2014, 13:15

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Complimenti!! Bellissimo, come sempre!!! Si possono gustare, assaporare e rivivere quei momenti in prima persona...fantastico :text-thankyouyellow:
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da Baldi » 09/04/2014, 15:32

Ragazzi.... Ragazzi!!!!!!!!


:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
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da chicco67 » 10/04/2014, 21:51

Bravi bravi bravi!

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da sundance76 » 10/04/2014, 22:28

Avete già provveduto a collocare nella sede adatta tali perle narrative?
"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.

https://www.youtube.com/watch?v=ygd67cDAmDI
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da Baldi » 11/04/2014, 8:38

sundance76 ha scritto:Avete già provveduto a collocare nella sede adatta tali perle narrative?


...........................

Devo vietare a Power e 330tr di pubblicare altra roba a meno di produrne una quantità e qualità identica da accantonare per quella "cosa di cui sappiamo". 8-)

Perchè questa è davvero roba tosta tosta.


...io per qualche minuto mi sono sentito dentro quella stanza con Enzo, Franco e Mario (non oso immaginare cosa ha provato lo stesso Power scrivendo...)

...........................
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da sundance76 » 11/04/2014, 12:59

Confesso che, tra l'altro, ho anche pensato "Che cu.lo Power ad aver fatto in tempo a conoscere Ferrari, e tra l'altro proprio in quell'ufficio".

Sin da bambino uno dei miei sogni era conoscere Enzo Ferrari e lavorare alla Ferrari.

Il giorno che morì (avevo 12 anni) ci rimasi talmente male, che qualche sera dopo feci un sogno stranissimo: io ero in una casa di legno, e a un certo punto sento bussare la porta, era Enzo Ferrari vivo e vegeto che mi chiedeva ospitalità. Ovviamente lo feci subito entrare, lui sembrava un pò dolorante alla schiena, mentre io ero agitatissimo perchè l'avevo riconosciuto e gli dicevo: "Ma lei è vivo! Bisogna subito avvertire tutti, la stampa, i media!!" Ma lui trattava con noncuranza queste mie urgenze e sembrava più preoccupato per il suo leggero malanno alla schiena....

Boh, che roba....
"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.

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da 330tr » 18/04/2014, 12:57

Ragazzi! Stanotte sono stato raggiunto dal Nostro Inviato nel Futuro, che mi ha consegnato la prima parte di un racconto breve....rileggendolo è incredibile come la storia spesso ripeta sè stessa; non ho potuto fare a meno di notare una certa similitudine tra fatti anche recenti e fatti che avverranno in un futuro piuttosto remoto! In ogni caso posto quanto arrivatomi, sperando che l'inviato trovi il tempo di consegnarmi il seguito...

...

Digit 5 era nervoso.
Per buona parte della notte si era rivoltato tra le lenzuola, senza riuscire a prendere sonno. Aveva voluto evitare il morfizzatore elettronico, sapendo fin troppo bene che il giorno dopo avrebbe avuto i riflessi troppo rallentati, nonché quel fastidioso sentore metallico in bocca.
Ciò che lo preoccupava di più era la gestione della squadra.
La parte di controllo delle funzioni gestionali si era dimostrata troppo debole, e la programmazione di flusso ne risultava danneggiata. Tutto ciò aveva portato ad una progettazione difettata del mezzo, e la verifica e messa a punto avrebbe richiesto molto tempo. Dopo un lungo colloquio con Lucemolo 3 si sarebbe probabilmente decisa la sostituzione dell’unità di controllo...il che avrebbe provocato non poche difficoltà, e la competitività, almeno a breve periodo, ne sarebbe uscita ulteriormente compromessa.
Con questi cupi pensieri si accingeva ad infilarsi nell’angusto cockpit della sua TF14/f1. Si sentì avvolgere dal tessuto compressore, mentre la sua mente tornava ai litigi avuti con Givar 7, l’altra grande fonte di preoccupazione di quel periodo maledetto.
Givar era il suo compagno prediletto, anch’egli ermafrodito. Ma ultimamente stava facendosi troppo pressante, non pensava ad altro che ad avere un figlio. Digit era semplicemente terrorizzato dall’idea...un figlio! Proprio adesso, al culmine della sua giovinezza e fama, mentre girava senza sosta in quell’incredibile mondo dorato...ora non era davvero il momento di pensarci, stava diventando la sua fonte primaria di stress. Il pensiero lo tormentava fastidiosamente, e ritornava a galla nei momenti meno opportuni, come cibo maldigerito..Tentò di concentrarsi sul momento, ma di nuovo la mente vagò, abbandonando la morbida stretta del veicolo. Figlio! Le responsabilità...la lontananza...e poi...avrebbe dovuto prendere decisioni troppo importanti..le modifiche genetiche, il colore degli occhi, i capelli...uno dei tre sessi...no, quello non era proprio il momento. Per fortuna ora ad accompagnarlo erano le gemelle Samo I e II, siamesi, altissime, splendide, e soprattutto..prive di corde vocali! Un vero toccasana, in quei giorni.. No, quello non era davvero il momento di pensarci. Quando natura modificata avesse chiamato, sarebbe stato lui a decidere di fare un figlio suo. Givar poteva pure scordarsi di...un suono lo riportò immediatamente alla realtà.
La pressurizzazione aveva raggiunto il livello ottimale, la placca di controllo ora era illuminata di fronte a lui. Con gesto rapido cercò il cavetto Linkmind, misura ormai obsoleta, ma comunque ancora obbligatoria per regolamento. Inserì lo spinotto alla base della calotta cranica fissando il tutto con la fascia tempiare, e improvvisamente ebbe “la visione”. Tutto era sotto controllo. La vista a 360 gradi sull’esterno era chiara e precisa, nonostante i suoi occhi potessero scorgere ancora perfettamente l’interno dell’abitacolo.
Egli era ancora della vecchia scuola di pensiero; rimasto ancorato alle antiche tradizioni amava sentire il contatto delle mani con la placca di controllo, così appoggiò i palmi nudi sulla morbida e levigata superficie, e si formò il contatto.
Con semplici movimenti i motori a gravitazione presero a vibrare, riempiendo l’ambiente e trasmettendo le onde sonore all’esterno, dove i suoi uomini osservavano, fusi alle unità operative, i parametri del veicolo.
Un ultimo ricordo al profumo delle gemelle, e il suo pollice destro avviò il veicolo verso la pista.
Il solito leggero fastidio allo stomaco lo avvertì dell’entrata in funzione dello schermo antigravitazionale. In una frazione di secondo il suo pensiero tornò all’infanzia, e ricordò con orrore la morte del suo idolo d’allora, Ashen 6, il cui schermo aveva subito un guasto...incredibile...un guasto! Che mezzi arcaici, seppur splendidi..a causa della forza G subita in curva, il suo corpo era stato praticamente maciullato, nessun osso era rimasto integro. Si scosse da quei pensieri macabri e si concentrò sulle informazioni visive esterne.
La pista era lunga circa 22 Km, un lungo anello in saliscendi, costruita molto tempo addietro in una zona boschiva. Era considerata da tutti la pista più difficile, una vera e propria università della guida. Chi era in grado di vincere lì poteva definirsi un autentico Campione.
Digit non c’era mai riuscito. Certo, la pista lo metteva un po’ in soggezione, se non altro a pensare ai grandi piloti del passato che vi avevano scolpito le loro gesta eroiche. Eppure quello era il suo tracciato preferito, e sentiva che questo sarebbe stato l’anno buono. Se solo la vettura avesse risposto ai suoi comandi come doveva...mentalmente ripercorse ogni singola curva, e mappò tutti i movimenti ed i pensieri necessari a percorrere gli oltre 22 chilometri nel minuto e mezzo circa di adrenalina pura.
Era ancora nel giro di lancio, ed ebbe il tempo di dare un’occhiata ai vari centri focali, pensando che miliardi di persone in quel momento erano collegate attraverso i loro proiettori mentali, e potevano godere di molte delle sue sensazioni, oltre a poter usufruire delle emozionanti seppur brevissime viste esterne. Lo sfrecciare dei mezzi gravitazionali aveva un fascino particolare, legato soprattutto all’elemento vibrazionale del gravitatore, oltre al fischio del vento, spesso trasformato in boato dal superamento della velocità del suono.
Passò il solco di partenza, accelerando al massimo della potenza. Davanti a sè lo scorrere della pista, un nastro multicolore a segnalazione della tipologia di porzione attraversata. Il trucco stava nel non perdere di vista i simboli e gli stacchi tra i colori, prendendoli come punto di riferimento per le decelerazioni. Lo sforzo mentale era notevole, ed un giro di qualifica compiuto alla massima velocità poteva essere sopportato solo facendo ricorso a tutta la propria abilità e concentrazione.
Dall’esterno il piccolo veicolo sfaccettato appariva come una scheggia impazzita. Un cuneo sparato a velocità stratosferiche, che compiva balzi rettilinei spezzati da improvvisi cambi di direzione. In più di un’occasione il mezzo effettuava veri e propri voli, saltando per decine di metri sopra i dossi, per poi ricadere a pochi centimetri dal suolo, senza mai tuttavia venirne a contatto.
L’accesso alla pista, esclusa la zona rifugio-box, era vietato agli esseri umani, per una fascia di mezzo chilometro, onde evitare tragedie come quella del 3955, dove una vettura impazzita aveva divelto la protezione magnetica infilandosi a 800 Km/h in una tribuna. Lo shock fu tale che, nonostante i nuovi livelli di sicurezza raggiunta, si preferì eliminare completamente la presenza umana, implementando il nuovo circuito sensoriale a cui gli utenti, a prezzi modesti, si sarebbero potuti collegare dalle abitazioni.
Ora in caso di incidente gli unici mezzi per raggiungere i piloti erano gli efficientissimi droni. Tutti comunque speravano di non doverne avere bisogno...
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