Frank Williams

Discussioni sulla stagione 2007

da groovestar » 28/11/2021, 15:54

Ci ha lasciato l'ultimo vero grande della Formula 1 e, probabilmente, l'unico capace di avvicinare il mito Ferrari, quantomeno limitatamente alla massima formula.

La sua storia romanzesca, fatta di tenacia e di volontà, è una delle più belle e merita di essere celebrata.
Gli esordi con gli scarti degli altri, l'avventura sbagliata con Wolf, il triunvirato con Head e Jones, i titoli vinti, persi e rivinti di rapina, il dominio con Honda, il purgatorio con Judd ed il dominio assoluto con la Renault, fino al crepuscolo...

In una diversa dimensione, Frank ed Ayrton si saranno ritrovati, per dare l'assalto al quarto mondiale.
Una fantasia...
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da sundance76 » 28/11/2021, 15:58

Da giovane squattrinato, negli anni '60, quando tentava ripetutamente di mettere in piedi una squadra, disse che gli sarebbe piaciuto diventare l'equivalente inglese di Enzo Ferrari. E per un curioso caso, come tutti sappiamo, la Ferrari vinse il suo primo GP iridato il 14 luglio '51 a Silverstone (Gonzalez), e Williams il 14 luglio 1979 a Silverstone (Regazzoni)
Di più: dopo la prima vittoria della Ferrari con Gonzalez, la squadra vinse subito dopo altre due corse consecutive con Ascari, che l'anno dopo divenne il primo campione mondiale con Ferrari.
E dopo la prima vittoria con Regazzoni, la Williams vinse subito dopo altre tre corse consecutive con Jones, che l'anno dopo divenne il primo campione mondiale con Williams.
"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.

https://www.youtube.com/watch?v=ygd67cDAmDI
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da duvel » 28/11/2021, 16:06

:cry:
una vita tra gioie e dolori, mi dispiace davvero tanto
Ma complimenti Frank :clap: e addio :cry:
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da groovestar » 29/11/2021, 8:58

Avrebbe voluto essere Enzo Ferrari, ma è diventato Frank Williams.

Penso che questo concetto riassuma al meglio la caratura di questo uomo.
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da Jackie_83 » 29/11/2021, 9:45

Se ne va un personaggio enorme e difficile da descrivere

Lo ricordo impassibile ai box ad assistere alle vittorie delle sue vetture seduto sulla sua sedia a rotelle come su un trono, sempre calmo e compassato nelle interviste con il suo inconfondibile italiano...incuteva rispetto e soggezione già da uno schermo TV (non oso immaginare all'interno del team)

A un certo punto la sua figura identificava IL team principal, perché se pensavi a quel ruolo ti veniva automaticamente in mente lui
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da groovestar » 29/11/2021, 10:28

Penso che i risultati del Team Williams, la sua parabola e la sua storia, siano qualcosa senza eguali in Formula 1, e rappresentino un'eredità da preservare ad ogni costo.

Un uomo cocciuto, con poco talento per la guida, ma una enorme e ferrea volontà, unita ad un occhio speciale per il talento.
A 27 anni è il team principal di Piers Courage, a 30 si arrabatta con partnersphip estemporanee e pochissimi soldi, venendo guardato con sospetto, a 34 unisce le forze con Wolf e fallisce miseramente, venendo praticamente estromesso dal suo socio, a 35 riparte da zero, in un ex negozio di tappeti, assieme ad altri due cocciuti, il talentuoso Head e l'affamato e sottovalutato Jones con petrodollari e sponsor arabi, a 36 corre nelle retrovie e si fa a malapena intravedere, a 37 vince la sua prima gara con una delle monoposto più iconiche della storia dello sport, a 39 perde un titolo piloti non appoggiando il coetaneo Reutemann e lasciando libero di vincere Alan Jones, a 40 lotta contro i giganti del turbo e delle grandi case automobilistiche con un aspirato ed un finlandese burbero e grintoso, vincendo in un anno tragico, a 42 punta sulla Honda ed in due anni diventa il riferimento per l'intera categoria con una seconda vettura iconica, a 44 inizia la sua seconda e più difficile vita, riprendendosi quando viene dato per morto e, nonostante tutto, vince 3 mondiali su 4, ma viene abbandonato da Honda prima e da Mansell poi, a 47 anni si lega a Renault, vincendo una gara nell'anno del ritorno, a 49 convince Mansell a tornare da lui che, per i 50 anni, coronerà il sogno iridato con una delle vetture più belle e dominanti della storia, a 51 da il benservito a Nigel ed accoglie Prost, rivince entrambi i titoli e, per coerenza, da il benservito ad Alain per coronare l'idea di avere in auto il pilota più forte e da lui più ammirato, a 52 anni vede morire Ayrton e dovrà fronteggiare la peggiore accusa di tutte: quella di aver ucciso il più grande, vincerà il titolo costruttori, ma non lo potrà festeggiare, a 53 anni scommette sul figlio di Gilles ma, a 54 anni, vedrà il dominio del figlio di Graham Hill, da lui già scaricato, ma l'anno dopo lo vedrà trionfare di furbizia e scaltrezza contro Schumacher, a 56 anni sa che il suo dominio è terminato, ma darà un'occasione ad Alex Zanardi, in un matrimonio che scontenterà entrambi, a 58 anni lega il suo futuro a BMW e ad un colombiano cresciuto nel suo team che, a 59 anni, gli regalerà una agrodolce vittoria a Monza, in un'annata in cui il suo team era tornato ai vertici, a 61 anni affida ad una donna la realizzazione della vettura che, con Montoya, contenderà il titolo all'imbattibile Ferrari di Schumacher fino alla penultima gara, arrivando anche ad un soffio dal mondiale costruttori, a 63 anni vedrà il partner tedesco abbandonare la nave e dovrà partire da zero, ma affidandosi al figlio del vincitore del titolo 1982 che, a debutto, coglierà il giro più veloce e lotterà come un leone nonostante mezzi e motorizzazioni sempre più lontane dai vertici, a 70 anni, dopo aver visto Nico Rosberg accasarsi alla Mercedes, darà un'occasione al nipote di Ayrton, che affiancherà un venezuelano dalla valigia pesante, tanto talentuoso quanto inaffidabile, il brasiliano farà una buona stagione, ma l'ultimo acuto iridato verrà regalato proprio da Maldonado, per una volta impeccabile ed imprendibile, alla guida di una Williams Renault che porta i colori delle annate più dominanti e tragiche, ma nemmeno il tempo di festeggiare che un incendio presagirà le tristi sorti del team che, al compimento del 71esimo anno di Frank, coleranno a picco, convincendo l'ormai stanco inglese a farsi da parte...
Alla figlia Claire toccherà stringere un legame con Mercedes prima e Stroll poi, salvo vedere il canadese abbandonare la nave in cerca di nuovi e più affabili lidi.
E' storia dell'altro ieri l'addio della famiglia al team e la cessione ad un anonimo gruppo di investitori.
In uno strano cerchio del destino, un uomo che ha corso con niente, si ritrova di nuovo con niente, ma con un'eredità di vittorie e carisma ineguagliabili.

Grazie Frank, e se conquisti il cuore di un "nemico" ferrarista, è perchè hai fatto davvero qualcosa di grande.
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da Niki » 29/11/2021, 11:05

Non mi piace e non mi è mai piaciuta l'abitudine italiana di santificare i morti.
Williams non è paragonabile neanche lontanamente a Ferrari. Forse per qualche aspetto del carattere riguardante la scaltrezza, se così si vuole chiamarla.
Ma mentre l'interesse del vecchio per la sicurezza delle proprie auto era un dato di fatto, a Williams interessava meno di zero.
Più o meno come a Chapman.
Sun ha riportato le analogie tra la prima vittoria della Ferrari e quella della Williams.
Bisogna ricordarsi che la seconda è stata un mezzo funerale, con tanto di mancate segnalazioni dei box, festeggiamenti, ecc. perchè doveva vincere Jones.
Ne sa qualcosa anche Reutemann a cui è stato fatto perdere volutamente il titolo nel 81 dopo che quello costruttori era stato già vinto.
Per non parlare del trattamento subito da Patrese, di Senna, ecc.
Insomma, tutto questo santo l'inglese non era proprio.
All'epoca del suo incidente lessi da qualche parte, non ricordo se in Autosprint o in qualche altra rivista, che varie persone avevano preso l'evento come un segno di giustizia divina.
Se tanto mi dà tanto...
E' una società di m3rd@ a 360°
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da groovestar » 29/11/2021, 11:46

Giusto ieri Patrese ha ricordato di essere stato contattato da Williams nel 1977 per il suo nuovo team.
Ancora oggi rimpiange di aver firmato per la Benetton, invece di rinnovare con Williams (non sapendo dell'addio di Mansell) e nel 1996 chiuse la carriera testando per loro.
Penso che tanta sia stata la considerazione per Patrese.

Per quando accadde dal 1979 al 1981 penso che si debba solo tornare indietro al 1977, a quando Jones decise di legarsi a Williams e Head. Era il numero uno, il primo a credere in questa nuova squadra e la riconoscenza andava verso l'australiano, nulla di più.
A Williams non interessavano le sorti di Reutemann, ma non fu diverso da tanti casi che abbiamo visto in quasi tutti i top team.
Personalmente credo che fecero un errore, ma sono dinamiche che da fuori possiamo commentare, ma non comprendere.

E su Senna...si è detto tanto, sono stato fatti processi e lascerei parlare quelle carte, e non paragonerei quanto accaduto ad Imola con le vicende della Lotus.
Forse ad inizio carriera Williams faceva correre mezzi indecorosi, ma dal 1978 in avanti no, fu sempre lo stato dell'arte.
Purtroppo non sapremo mai perché un team di altissimo livello e precisione deliberò quella schifezza di modifica.
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da groovestar » 29/11/2021, 11:54

Personalmente credo che nel 1994 tutti si fecero prendere dall'isteria e cedettero alla pressione che lo stesso Ayrton aveva creato a partire dal 1992.

Tutti agirono con troppa avventatezza, dimenticando le tempistiche necessarie per risolvere certi problemi ed a tutti mancò la lucidità necessaria per accettare un ruolo momentaneo da comprimari.
Un tragico errore.
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da 330tr » 30/11/2021, 23:28

Gran dispiacere..
La sua avventura poteva già finire nel lontano 1986.
È arrivato invece fino ad oggi, potendo gioire dei più clamorosi trionfi e vivendo i drammi più grandi della F1 contemporanea.
Spiace sapere che ha assistito alla lenta agonia della sua squadra, allontanandosene senza aver assicurato un futuro alle creazioni che portano il suo nome, come invece riuscì al nostrano sior Enzo.
Al di là di facili elogi postumi la sua è una figura che ha accompagnato da sempre la nostra generazione, i 40/50enni, attraverso ere diversissime..son cambiati presidenti, papi, tagli di capelli, dirigenze Ferrari ma il nome Williams era lì costantemente, sinonimo di corse e velocità..
Un ennesimo pezzo di passato solo apparentemente granitico e immutabile che si disintegra nell'affollato e indecifrabile caos contemporaneo
Riposi in pace
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